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	<title>Nb Modena &#187; cronaca</title>
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	<description>Il blog di Modena e provincia</description>
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		<title>I guai degli amori a distanza</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 09:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[A un cerbiatto somiglia il mio amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci si incontra al mare ed è amore a prima vista. Poi, alla fine della vacanza, vengono i dolori: ciascuno deve tornare a casa e riprendere il lavoro. E spesso si tratta di luoghi distanti centinaia di chilometri. E&#8217; un&#8217;esperienza comune non solo tra i giovanissimi: secondo un sondaggio il 67% dei single che intrattiene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><p><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/amori.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-354431" title="amori" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/amori-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ci si incontra al mare ed è amore a prima vista. Poi, alla fine della vacanza, vengono i dolori: ciascuno deve tornare a casa e riprendere il lavoro. E spesso si tratta di luoghi distanti centinaia di chilometri. E&#8217; un&#8217;esperienza comune non solo tra i giovanissimi: secondo un sondaggio il 67% dei single che intrattiene un&#8217;avventura estiva lo fa con una persona che proviene da un&#8217;altra città italiana. Anche se la tecnologia offre tanti strumenti per accorciare le distanze, ci sono differenze di abitudini e di usanze che creano ancora incomprensioni e difficoltà. Curiosamente, le maggiori differenze si registrano a tavola. </p>
<div>
<div>L&#8217;amore da Nord a Sud, insomma, continua ad essere un fiore dotato di robuste spine. Secondo un&#8217;indagine del club per single di Eliana Monti, il 78% di chi intrattiene una relazione a distanza dichiara di avvertire ancora una forte differenza di abitudini da chi risiede in una zona differente del Paese. In particolare, chi ha un amore &#8220;interregionale&#8221; confessa di notare le maggiori differenze con il proprio partner al momento di sedersi a tavola (52% delle risposte). Seguono poi le diverse abitudini che riguardano la gestione del tempo e degli orari, indicate come &#8220;elemento di distanza nella coppia&#8221; dal 24% degli intervistati. Altro motivo di discussione nella &#8220;coppia Nord-Sud&#8221;, indicato dal 10% del campione, è rappresentato dalle festività, dalla loro importanza e da come trascorrerle. In alcune città, infatti, si dà importanza a determinate ricorrenze, ad esempio l&#8217;onomastico, dimenticato invece da altre zone del Paese.</div>
<div> </div>
<p>&#8220;Non è facile gestire una relazione con chi ha un background culturale diverso dal nostro. Basta poco infatti a trasformare una cena romantica in una lite causata dalla scelta tra la cotoletta milanese e il baccalà napoletano. Allo stesso modo sarà difficile conciliare un pranzo tra un residente al Nord che ama mangiare alle 12 e uno del Sud che, invece, sceglie di sedersi a tavola non prima delle 14&#8243;, spiega Eliana Monti, fondatrice dell&#8217;omonimo club per single. <span id="more-354430"></span></div>
<div>E ancora: l&#8217;8% degli intervistati afferma che, secondo la propria esperienza, i principali contrasti nascono a causa di un approccio diverso nelle relazioni sociali. La cordialità tipica dei cittadini del Sud Italia può in qualche caso non piacere a un partner del Nord, magari geloso. Allo stesso modo la riservatezza dei settentrionali, può essere interpretata come freddezza da lucani, napoletani, calabresi, pugliesi, calabresi e siciliani.</div>
<div> </div>
<div>In ogni caso, la soluzione è una sola: oltre ad armarsi di tessere ferroviarie, telepass per l&#8217;automobile, Facebook e Skype, servono pazienza e comprensione reciproca. Soprattutto, conclude Eliana Monti, &#8220;la regola d&#8217;oro per andare d&#8217;accordo e per far sì che le distanze culturali non prendano il sopravvento è soltanto una: dialogare, dialogare, dialogare&#8221;.  </div>
<div>Fonte: <a href="http://www.tgcom.it">www.tgcom.it</a></div>
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		<title>Casalinghe italiane? Le più disperate d&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.nbmodena.it/2011/08/20/casalinghe-italiane-le-piu-disperate-deuropa/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 05:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attualita']]></category>
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		<description><![CDATA[Le cause: crisi economica, carovita e partner disattenti Nessuno batte, in disperazione, le casalinghe italiane, nemmeno le loro colleghe europee. Lo afferma una ricerca del centro studi “Donne e Qualità della Vita”, che ha monitorato 4 mila casalinghe in tutta Europa, tra cui 700 italiane. Fuggire: questo il sogno nel cassetto più gettonato dalle casalinghe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><h2><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/casalinghe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-354386" title="casalinghe" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/casalinghe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></h2>
<h2>Le cause: crisi economica, carovita e partner disattenti</h2>
<p>Nessuno batte, in disperazione, le casalinghe italiane, nemmeno le loro colleghe europee. Lo afferma una ricerca del centro studi “Donne e Qualità della Vita”, che ha monitorato 4 mila casalinghe in tutta Europa, tra cui 700 italiane. Fuggire: questo il sogno nel cassetto più gettonato dalle casalinghe italiane. Alle Maldive, alle Hawaii, alle Mauritius. Magari aiutate da una vincita al superenalotto. E se potessero tornare indietro col tempo? Non si sposerebbero.</p>
<div>
<p><strong>Disperate 76 casalinghe su 100 a causa della crisi</strong><br />
Il loro tasso di insoddisfazione è pari al 76%, in aumento del 2,5% rispetto all&#8217;anno scorso. Le italiane battono, in cima la classifica, le spagnole (63%), le francesi (57%), le inglesi (51%) e le tedesche (47%). Questi i motivi di cotanta disperazione: al primo posto c&#8217;è la crisi economica e l&#8217;abbassamento del potere d&#8217;acquisto per quasi la metà delle intervistate (46%); seguono il carovita (27%), l&#8217;assenza di sostegno alle famiglie (24%), la carenza di asili (23%), lo scarso sostegno della sanità (21%), il marito poco attento che non aiuta in casa (18%), la mancanza di dialogo con il partner (17%), il lavoro precario (11%). La metà delle casalinghe disperate italiane vorrebbe addirittura lasciare l&#8217;Italia: tra le destinazioni preferite ci sono Maldive, Hawaii o Mauritius (per il 38% del campione), ma anche i Paesi dell&#8217;Europa del Nord dove il ruolo della donna è più tutelato, come la Danimarca (14%), la Svezia (9%), o la Norvegia (8%). Menzionate anche Spagna (6%) e Grecia (3%), dove il costo della vita è minore, così come Stati Uniti e Croazia.<span id="more-354385"></span></p>
<p><strong>La fatica di essere moglie e madre<br />
</strong>Ma non è solo la crisi a metterle di malumore. Anche le fatiche della famiglia pesano sul piatto della bilancia dell’insoddisfazione. Una casalinga su due, infatti, se potesse tornare indietro nel tempo, non si risposerebbe e due su tre non farebbero più figli.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.tgcom.it">www.tgcom.it</a></p>
</div>
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		<title>Google compra Motorola per 12,5 mld dlr</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 05:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google compra Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. In base all&#8217;accordo firmato dalle due societa&#8217;, il gruppo di Mountain View rilevera&#8217; il produttore di telefoni cellulari al prezzo di 40 euro ad azione. L&#8217;acquisto di Motorola Solutions, il ramo di Motorola che produce smartphone, telefoni cellulari e tablet, permettera&#8217; a Google di diventare un concorrente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><p><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/mot.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-354199" title="mot" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/mot-150x148.jpg" alt="" width="150" height="148" /></a></p>
<p>Google compra Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. In base all&#8217;accordo firmato dalle due societa&#8217;, il gruppo di Mountain View rilevera&#8217; il produttore di telefoni cellulari al prezzo di 40 euro ad azione.<span id="more-354198"></span> L&#8217;acquisto di Motorola Solutions, il ramo di Motorola che produce smartphone, telefoni cellulari e tablet, permettera&#8217; a Google di diventare un concorrente di tutti i produttori di dispositivi mobili, inclusa la Apple di Steve Jobs.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ansa.it">www.ansa.it</a></p>
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		<title>&#8220;La lascio o non la lascio?&#8221;:Come fare con la mancia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 23:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Troppo o troppo poco? Questa lista punta a darvi un&#8217;idea degli usi e costumi nel mondo È bene chiarire che sebbene non sia molto in voga in Italia, la mancia non è sempre un optional. In alcuni Paesi dare un extra è obbligatorio e rappresenta una parte concreta dello stipendio del cameriere o della guida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><h2><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/mancia1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-353956" title="mancia" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/mancia1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></h2>
<h2>Troppo o troppo poco? Questa lista punta a darvi un&#8217;idea degli usi e costumi nel mondo</h2>
<div>È bene chiarire che sebbene non sia molto in voga in Italia, <strong>la mancia non è sempre un optional</strong>. In alcuni Paesi dare un extra è obbligatorio e rappresenta una parte concreta dello stipendio del cameriere o della guida turistica, del facchino o dell’addetto alle pulizie.</div>
<div> </div>
<div><strong>Come comportarsi in Europa</strong></div>
<div>In <strong>Francia</strong>, bar e ristoranti ricevono di solito un 10-15% del totale, ma a volte è specificato che il conto include già il servizio (ovvio che la mancia rimane gradita, ma può essere meno del 10%). Qui si usa lasciare qualcosa, a vostra discrezione, sul comodino prima di lasciare la stanza d’albergo. Pure i taxi si aspettano un extra del 10%. <strong>Spagna e Portogallo</strong> limitano gli importi extra di bar e ristoranti a un 5-10%.</div>
<div> </div>
<div>La <strong>Germania </strong>è abbastanza laica sull’argomento, ma quando si decide di lasciare un extra dovrebbe essere intorno al 10%. La <strong>Grecia </strong>- come l’Italia &#8211; ha i taxi tra i più cari d’Europa, e quindi è già un lusso permetterseli: lasciate perdere le mance. Hotel e ristoranti si aspettano un 10%, ma non è affatto obbligatorio. Pensate che anche in <strong>Italia </strong>si dovrebbe lasciare un 10%, ma a memoria d’uomo nessun italiano l’ha mai fatto.</div>
<div> </div>
<p><strong>Lettonia</strong>, <strong>Lituania</strong>, <strong>Polonia</strong>, <strong>Slovenia</strong>, <strong>Turchia</strong>, <strong>Estonia </strong>e <strong>Lussemburgo </strong>lasciano l’importo della mancia al buon cuore del cliente. A <strong>Malta </strong>è in genere specificato se la mancia è già inclusa nel prezzo, altrimenti si lascia il 10%. Bar e parrucchieri ricevono il 10% del conto. </p>
<div>In <strong>Austria </strong>ci si aspetta una mancia pari al 10-15% del conto da pagare in hotel. Un euro va riservato al facchino, attenzione: un euro per valigia. Uno o due euro vanno a chi riordina la stanza. Dispiace dirlo ma anche i taxi si aspettano un 5-10% in più della tariffa, e lo stesso vale se proprio non riuscite a fare a meno del parrucchiere.<span id="more-353954"></span></div>
<div> </div>
<div>In <strong>Danimarca </strong>invece non è obbligatorio lasciare mance, perché è tutto incluso nel conto di alberghi e ristoranti. Stessa cosa in <strong>Finlandia</strong>, dove però i servizi di facchinaggio sono sempre a pagamento (cosa che vale più o meno in tutto il mondo).</div>
<div> </div>
<div><strong>Paesi Bassi </strong>includono le mance nel prezzo di hotel, ristoranti, negozi, mentre ai tassisti si usa dare il 10%. <strong>Regno Unito e Irlanda</strong> impongono un extra dal 10 al 15% per bar e ristoranti, e qualche spicciolo è d’obbligo anche quando il servizio è compreso nel prezzo, cosa che vale anche nei pub. In <strong>Svezia </strong>il servizio è compreso nel conto ma è consuetudine lasciare qualcosa a tassisti, camerieri e addetti al guardaroba. In <strong>Ungheria </strong>si lascia il 10% per tutti i servizi, ma nei ristoranti di Budapest il servizio è spesso incluso nel conto (nel caso, è specificato sul menù).</div>
<div> </div>
<div>Nel 2010 il turismo è aumentato a livello globale del 6,6%, dice la World Tourism Organization. <strong>In Asia</strong> gli arrivi internazionali sono aumentati però, nello stesso anno, del doppio, con un bel <strong>+13%</strong>. È quindi probabile che anche voi ci stiate facendo un pensierino. Ecco allora cosa non dovete dimenticare. </div>
<div>
<div><strong>In Asia potrebbe essere offensivo</strong></div>
<div>L’Asia è un bel potpourri di abitudini e costumi, e l’etichetta si modifica molto rapidamente, in modo non codificato, influenzata dai numerosi visitatori, turisti o business people. In <strong>Cina </strong>non esisteva la mancia ma, catapultato nel 21esimo secolo, il Paese sta rapidamente assimilando molte abitudini occidentali. Nelle metropoli come Pechino, Macau o Shanghai è comune lasciare la mancia ai facchini e fattorini. Ai tassisti, è gradito arrotondare la cifra richiesta. Dare la mancia è molto comune a <strong>Hong Kong</strong> verso i portieri d’albergo, e un 10% va riservato ai camerieri dei ristoranti.</div>
<div> </div>
<div>Il <strong>Giappone </strong>non conosce il concetto di mancia e questo aiuta, in un Paese molto costoso per chi lo visita. Addirittura al personale degli hotel viene insegnato a rifiutare gentilmente gli extra, mentre i camerieri potrebbero rincorrervi per strada, pensando che abbiate dimenticato il resto sul vostro tavolo.  </div>
<div> </div>
<div>Nelle <strong>Filippine</strong>, al contrario, ci si aspetta la mancia. Soprattutto a Manila, e soprattutto nei luoghi turistici. Se un ristorante include il servizio nel conto, è sintomo che ci si aspetta qualcosa in aggiunta. Gli abitanti del luogo consigliano ai viaggiatori di lasciare la mancia al tassista, anche solo per vedere acceso il tassametro.</div>
<div> </div>
<div>A <strong>Singapore </strong>lasciare un extra è esplicitamente proibito al Changi Airport e sui taxi. La pratica è scoraggiata in quasi tutti gli hotel e ristoranti, dove un 10% standard è già applicato al conto. Chiaramente, per servizi straordinari di facchinaggio una mancia è ben accetta, ma basteranno pochi dollari locali.</div>
<div> </div>
<div>A <strong>Taiwan</strong>, la maggior parte dei ristoranti include un 10-15% extra nel conto finale, e quindi non ci si aspetta altro. Solo le catene occidentali di hotel, a Taipei, non rifiutano una mancia per i facchini o in generale per il personale alberghiero.</div>
<div> </div>
<div>In <strong>Tailandia </strong>le mance sono benvenute a Bangkok e dintorni, dove però restano una prerogativa degli stranieri, e non dei locali. Ristoranti e bar applicano un 10% in più per il servizio e in genere i turisti lasciano qualche baht extra. Dare la manica è meno comune e non richiesto nelle piccole città o in ristoranti a gestione famigliare. I tassisti invece, che hanno l’obbligo del tassametro, si aspettano che arrotondiate l’importo. </div>
<div>Fonte: <a href="http://www.tgcom.it">www.tgcom.it</a></div>
<p> </p></div>
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		<title>Fazio, web per giovani come una droga</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 23:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga che si diffonde e da&#8217; luogo, nei casi di abuso, a &#8221;sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza&#8221;. Il ministro della salute Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 [...]]]></description>
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		<img src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/2011/08/fazio.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/fazio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-353809" title="fazio" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/fazio-150x148.jpg" alt="" width="150" height="148" /></a></p>
<p>Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga che si diffonde e da&#8217; luogo, nei casi di abuso, a &#8221;sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza&#8221;. Il ministro della salute Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni.<span id="more-353808"></span> Lo dice in risposta ad un&#8217;interrogazione di Giorgio Jannone del PDL.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ansa.it">www.ansa.it</a></p>
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		<title>Le frasi offensive che mettono le donne</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 06:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte capita: si è più nervose del solito, le cose non vanno come dovrebbero, ci si sente frustrate… e, allora, scappa la frase. Sì, la solita, quella che fa sentire lui uno zerbino su cui pulirsi le scarpe. Ce ne sono almeno 9 di queste frasi che, secondo gli psicologi, si dovrebbero evitare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/2011/08/box.jpg" width="240" />
		</p><p><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/box.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-353649" title="box" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/box-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>A volte capita: si è più nervose del solito, le cose non vanno come dovrebbero, ci si sente frustrate… e, allora, scappa la frase. Sì, la solita, quella che fa sentire lui uno zerbino su cui pulirsi le scarpe. Ce ne sono almeno 9 di queste frasi che, secondo<strong> gli psicologi,</strong> si dovrebbero evitare di pronunciare se non si vuole <strong>offendere</strong> il proprio <strong>compagno.</strong> Noi ne riportiamo sette.</p>
<div>Ecco l’elenco di alcune delle frasi che una donna dovrebbe evitare di pronunciare al proprio compagno, compilato da <em>Womansday.com.</em></p>
<p>1. Evitare di dichiarare di avere avuto un orgasmo se, in realtà, non è vero. Mentire non è mai una buon idea, dichiara la psicoterapeuta Judy Ford. Potrebbe saltare fuori la verità e allora… Meglio ammettere che la propria vita sessuale ha qualche problema. “La definizione di intimità è lasciare che un’altra persona veda i vostri punti deboli”, sottolinea.</p>
<p>2. Altra frase da evitare come la peste: “Sei proprio come tuo padre”. E&#8217; brutto sminuire, dice la psicologa Julie Orlov. Anziché ricordargli che la brutta abitudine di lasciare tutto in giro o sbriciolare sul divano gli può essere stata trasmessa dal padre, si può ottenere più successo nel chiedergli per esempio se può, gentilmente, riporre il piatto nel lavandino dopo aver finito il panino… <span id="more-353648"></span></p>
<p>3. Una frase tipica è: “Quando hai intenzione di trovare un nuovo lavoro?”. Prima di pronunciarla, spiega Ford, sarebbe bene chiarire prima con se stesse il motivo per cui si ritiene importante che lui cambi lavoro. L’uomo valuta se stesso anche “da come sa prendersi cura della famiglia”, e insinuare in qualche modo che non è così lo può far sentire inadeguato.</p>
<p>4. “Mia madre me l’aveva detto…”, quante volte avete già pronunciato questa frase? Far capire che le opinioni altrui possono influire sul proprio rapporto di coppia è deleterio, sottolinea Orlov.</p>
<p>5. “Lascia &#8211; faccio io!”. Anche questa frase sarebbe da evitare perché intacca l’autostima dell’uomo che sente di dover essere capace di badare alla casa, spiega Ford. Non è detto che le cose debbano essere per forza fatte in un certo modo e che lui le faccia necessariamente male.</p>
<p>6. Altre frasi tipiche che, però, andrebbero evitate come la peste sono: “Hai sempre…”; “Non hai mai…”. I puntini vanno riempiti a seconda del caso, ma il senso rimane sempre lo stesso: far sentire accusato l’altro, che poi si pone sulla difensiva. “Queste sono due frasi che consiglio alle coppie di non usare mai. Bloccano la comunicazione e mettono l’altra persona sulla difensiva”, dichiara Ford.</p>
<p>7. Infine, una frase che sembra innocua ma che può danneggiare l’autostima dell’uomo è “Guarda i bambini”, aggiungendo poi “Non fare così… fai cosà…” ecc. ecc. che fanno sottintendere che, in realtà, lui non è capace di badare ai figli. In questo caso, consiglia la psicoterapeuta, cercate di allentare la tensione e l’ansia e lasciate che il papà sia papà e si comporti come tale, anche se i suoi modi di fare e, soprattutto compiti, sono diversi dai vostri.</p></div>
<div>Fonte: <a href="http://www.tgcom.it">www.tgcom.it</a></div>
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		<title>CARPI: APPROVATO IL PROGETTO DELLA NUOVA PISCINA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 03:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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<p>E ’stato presentato e approvato nel corso del Consiglio comunale di giovedì 9  giugno, il progetto definitivo di ampliamento della piscina ‘Campedelli’ di  Carpi. L’assessore ai Lavori e Patrimonio pubblico Carmelo Alberto D’Addese ha  delineato le principali caratteristiche dell’impianto, per realizzare il quale  si andrà ad un bando di gara che prevede l’affidamento della concessione di  costruzione e gestione dello stesso. La nuova piscina comunale sorgerà a sud  dell’attuale, ormai obsoleta dopo quasi quarant’anni di esercizio, ma che  durante l’apertura dell’adiacente cantiere resterà ‘in servizio’ fino  all’ultimazione dei lavori.<span id="more-350335"></span>L’impianto sarà dotato di tre vasche: una da 25  metri a otto corsie per le attività agonistiche omologabile dalla Federazione  Nuoto, dotata di tribuna da 400 posti; una da 25 metri a quattro corsie per la  corsistica; una da 18 metri multifunzionale, per bambini, anziani, disabili. La  piscina avrà un’area commerciale e una dedicata al ristoro e ovviamente  prevederà altri spazi per magazzini, spogliatoi, ambulatori, al primo piano  uffici per il Servizio Medicina sportiva dell’Azienda Usl, per le società  sportive e i gestori. Risistemati anche i parcheggi esterni. Nell’interrato sono  previsti invece i vari impianti di filtraggio e tecnologici. L’area esterna  vedrà poi la risistemazione della piscina olimpionica esistente sia nei  rivestimenti che nell’impiantistica e la creazione di una piccola vasca 8 per 11  metri per i bambini e il relax.</p>
<p>L’impianto verrà dotato di  teleriscaldamento (tecnologia assimilabile a fonte rinnovabile) per garantire  efficienza e risparmio nell’uso di energia e di acqua: il tetto della zona  vasche sarà in legno e quello del nuovo impianto prevede la posa di oltre 200  pannelli fotovoltaici, che produrranno 27 chilowatt di potenza. 16 le telecamere  da installare in nome della sicurezza e la vigilanza interna ed esterna. Il  progetto è stato ovviamente approvato da Arpa, AUsl, Coni e Vigili del fuoco. Il  costo previsto per la nuova piscina è di 11 milioni di euro Iva e spese  accessorie comprese, la concessione sarà di durata massima pari a 30 anni e il  contributo a base gara a carico delle casse comunali del 68% circa della spesa.  Il parco esterno verrà ampliato e diventerà di ben 47 mila metri quadrati di  superficie, mentre la nuova piscina avrà una superficie coperta di 4500 metri  quadrati circa. L’assessore D’Addese ha poi spiegato che nel capitolato di gara  è previsto che i gestori garantiscano alle società sportive cittadine condizioni  di favore (sulle tariffe ad esempio) e si occupino della manutenzione  straordinaria dell’impianto.<br />
Tra gli elementi a base di gara ci sono  ovviamente oltre al contributo comunale per i costi di costruzione (che si  diluirà in quindici anni) quello sempre comunale alla gestione, di 100 mila euro  l’anno, mentre i gestori dovranno garantire un minimo di 90 mila euro di  manutenzioni straordinarie annue.</p>
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		<title>Modena: Berlusconi indagato</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 06:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ennesima puntata della ormai quantomeno &#8220;variegata&#8221; storia politica del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il caso di cui stiamo parlando riguarda proprio la Procura di Modena nella quale il premier , è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Enrico Stefani. che ha inviato il fascicolo al Tribunale di Monza, cui spetta la competenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><p><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/popolo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-350269" title="popolo" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/popolo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', sans-serif;">Ennesima puntata della ormai quantomeno &#8220;variegata&#8221; storia politica del  Presidente del Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi</strong>.<br />
Il caso di cui stiamo  parlando riguarda proprio la Procura di Modena nella quale il premier </span>, è  stato iscritto nel registro degli indagati dal pm <strong>Enrico Stefani</strong>. che ha  inviato il fascicolo al Tribunale di Monza, cui spetta la competenza  territoriale visto il luogo di residenza di Berlusconi.<br />
L&#8217;accusa e&#8217; quella di  <strong>&#8220;Vilipendio alla Magistratura&#8221;</strong>.<br />
Secondo <strong>Paolo Vaccari </strong>commerciante  modenese di 47 anni che ha sporto denuncia Berlusconi avrebbe  definito la Magistratura Italiana: &#8220;un cancro da estirpare&#8221;.<br />
Paolo Vaccari,  ha dichiarato che il motivo del suo esposto non e&#8217; di natura politica ma dipeso  semplicemente dal fatto che se..La Legge e&#8217; Uguale per Tutti, ad un normale  cittadino non sarebbe consentito fare certe dichiarazioni.<br />
Motivazione  senz&#8217;altro giustificata.</p>
<p>Fonte: www.tmnews.it</p>
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		<title>Il cellulare fa male alla schiena</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 03:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In principio era il gobbo di Notre-Dame, poi venne Igor – l’assistente del dottor Frankenstein nel film di Mel Brooks – Oggi è il tempo di tutti noi, nuovi gobbi contemporanei. E la colpa è anche di cellulare, smartphone, iPod. Il popolo dell’era dell’informazione viaggia a testa bassa, chino a leggere l’Sms o l’email appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
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		</p><div><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/cellu.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-349252" title="cellu" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/cellu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div>In principio era il gobbo di Notre-Dame, poi venne Igor – l’assistente del  dottor Frankenstein nel film di Mel Brooks – Oggi è il tempo di tutti noi, nuovi  gobbi contemporanei. E la colpa è anche di cellulare, smartphone, iPod.</div>
<div>
<div>Il popolo dell’era dell’informazione viaggia a testa bassa, chino a leggere  l’Sms o l’email appena arrivati, o a cambiare brano sull’iPod. L’avvertimento  per il pericolo che corre la nostra schiena, a causa della scorretta postura,  arriva da Kirsten Lord sulle pagine del Daily Mail. La fisioterapista di  Edimburgo sottolinea come la tecnologia che dovrebbe facilitare la “vita  telecomunicativa”, in realtà ci stia trasformando la colonna vertebrale.<span id="more-349247"></span></div>
<div>“I nostri corpi sono il prodotto di quello che facciamo ogni giorno e il  cambiamento degli stili di vita sta sicuramente cambiando il nostro corpo –   spiega Lord – Se guardate continuamente verso il basso, si sviluppa una  curvatura in avanti che coinvolge tutta la colonna vertebrale. Le spalle si  incurvano e diventano più arrotondate, mentre i muscoli che bisognerebbe  utilizzare diventano più corti per mancanza di utilizzo”.</div>
<div>I tempi cambiano, così come cambiano i disturbi di muscoli e ossa, spiega  Lord. Se un tempo erano più diffusi quelli relativi alla zona bassa della  schiena, ossia alla regione lombare, oggi pare che tocchi a quelli relativi alla  parte alta e al collo. Cervicale e altri disturbi sono molto comuni tra il  popolo dei tecnofruitori grazie proprio alla maggiore diffusione e utilizzo di  computer, iPad e aPad, telefonini tuttofare e smartphone&#8230;  e così, tra tutti  gli altri problemi, è il collo a subire le maggiori tensioni e modifiche. “Il  collo proteso in avanti può distruggere la parte superiore della colonna  vertebrale. I nervi possono venire compressi, il che porta a mal di testa che  peggiorano durante il giorno”, aggiunge Kristen Lord.</div>
</div>
<div>Anche sfogliare una rivista potrebbe essere un’attività che tende a  farci piegare in avanti, tuttavia, spiega la fisioterapista, l’utilizzo di  tablet &amp; Co. ci ruba molto più tempo, di cui spesso non ci rendiamo conto.  Un’ora passa in un baleno, e quando avvertiamo dolore al collo è già tardi.  L’uso piccole di tastiere o schermi touch richiede micromovimenti ripetitivi che  “hanno un impatto molto più negativo sul corpo”, conclude Lord. Insomma, se  proprio non possiamo fare a meno di provare l’ultima “app” per il nostro nuovo  aggeggino, magari cerchiamone una che, ogni tot di minuti, ci avvisi di tenere  la schiena dritta e il collo indietro.</div>
<div>Fonte: www.tgcom.it</div>
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		<title>L&#8217;ufficio? Si trasferisce al bar</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pepe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;estero è già una realtà: nel nostro Paese un po&#8217; meno, ma la strada è tracciata: lavorare al bar è un&#8217;abitudine che comincia a diffondersi e già coinvolge un certo numero di persone, soprattutto lavoratori autonomi che scelgono di rinunciare all&#8217;ufficio vero e proprio a favore di un luogo di business meno convenzionale, ma altrettanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/2011/06/ufficio.jpg" width="240" />
		</p><div><a href="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/ufficio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-349082" title="ufficio" src="http://www.nbmodena.it/wp-content/uploads/ufficio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<div>All&#8217;estero è già una realtà: nel nostro Paese un po&#8217; meno, ma la strada è  tracciata: lavorare al bar è un&#8217;abitudine che comincia a diffondersi e già  coinvolge un certo numero di persone, soprattutto lavoratori autonomi che  scelgono di rinunciare all&#8217;ufficio vero e proprio a favore di un luogo di  business meno convenzionale, ma altrettanto funzionale. E la diffusione della  rete wi-fi offerta dai pubblici esercizi è una potente spinta in questa  direzione.</div>
<div>
<div>La prima idea risale al britannico Edward Lloyd che, nel 1688 aprì un  modesto caffè a Londra. Il locale ben presto si affermò grazie alla bontà delle  bevande servite e, soprattutto, in virtù della sua posizione strategica:  cominciò infatti ad essere frequentato da un gran numero di commercianti,  armatori e broker di assicurazione. <span id="more-349081"></span>Insomma, la caffetteria divenne un luogo  ideale per fare affari, in particolare per stipulare l&#8217;assicurazione marittima.  E da quel locale sono nati i Lloyd&#8217;s di Londra. Insomma, lavorare al bar è una  storia che ha origini lontane e non banali. In fondo, soprattutto in tempi di  crisi economica, per svolgere attività professionale bastano un tavolo, una  tazzina di caffè e la connessione wi-fi alla Rete, meglio ancora se offerta  gratuitamente dal locale.</div>
<div>Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna gli Internet bar sono ormai sedi di  lavoro non formali per un discreto numero di lavoratori autonomi: secondo il  quotidiano britannico &#8220;The Indipendent&#8221;, oggi ci sono circa 10.000 negozi di  caffè nel Regno Unito, in un mercato che vale 5 miliardi di sterline, e il loro  numero è in crescita. Ci sono poi alcune grandi catene, come Starbucks o Costa,  che considerando con favore l&#8217;aumento delle consumazioni e la fidelizzazione dei  clienti ottenuta in questo modo e quindi incoraggiano il lavoro presso i loro  esercizi. Il fatto che le persone monopolizzino per molto tempo i tavolini e le  postazioni non è affatto visto di cattivo occhio: chi vuole lavorare trova in  molti caffè le condizioni per sistemarsi al meglio, con punti di presa per  laptop e dispositivi palmari e persino grandi tavoli per eventuali riunioni o  aree del locale attrezzate per colloqui e pranzi di lavoro.</div>
<div>In Italia il fenomeno dell&#8217;ufficio al bar è ancora poco diffuso anche se  qualcosa di sta muovendo, in particolare nelle grandi città. &#8220;Da noi intanto &#8211;  spiega Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti &#8211; c&#8217;è un limite posto  dalla dimensione dei bar: in media questi locali in Italia sono ampi 70-80 mq e  per realizzare le postazioni internet o installare il wi-fi destinato a molte  persone ci vuole più spazio&#8221;. Per poter funzionare da ufficio in modo efficace,  il locale deve avere alcune caratteristiche. Oltre alle dimensioni adeguate e  alla connessione alla Rete, secondo gli esperti, l&#8217;internet café deve essere non  troppo rumoroso, o sarebbe poco professionale, né troppo tranquillo, per non  mettere  in imbarazzo i soggetti sensibili.</div>
<p>Attualmente, spiega Tullio Galli &#8220;solo il 10% circa dei bar mette a  disposizione dei propri clienti una connessione internet. Ci sono stati problemi  burocratici che hanno ritardato la diffusione di Internet nei locali pubblici,  ma ora sono superati e per noi tutto quello che porta lavoro ed economia  all&#8217;interno di un esercizio è benvoluto&#8221;.</p></div>
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