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	<title>Nb Modena &#187; corpo</title>
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	<description>Il blog di Modena e provincia</description>
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		<title>Coldiretti, arriva superpomodoro anti-eta&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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 Passa dal pomodoro l&#8217;elisir di lunga vita: e&#8217; arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l&#8217;invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita&#8217; e&#8217; stata presentata in occasione dell&#8217;assemblea di Coldiretti, nell&#8217;ambito del Salone dell&#8221;Innovazione nella tradizione&#8217;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24562" title="corpo" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/07/corpo-150x148.jpg" alt="corpo" width="150" height="148" /></p>
<p> Passa dal pomodoro l&#8217;elisir di lunga vita: e&#8217; arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l&#8217;invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita&#8217; e&#8217; stata presentata in occasione dell&#8217;assemblea di Coldiretti, nell&#8217;ambito del Salone dell&#8221;Innovazione nella tradizione&#8217;. Si tratta &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; di una varieta&#8217; senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un&#8217;azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l&#8217;invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.<span id="more-24561"></span></p>
<p>l superpomodoro, che ha una forma squadrata, e&#8217; stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita&#8217; &#8211; osserva Coldiretti &#8211; si inserisce nel progetto portato avanti dall&#8217;organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da &#8217;spacciare&#8217; come Made in Italy. Nell&#8217;ambito del &#8216;Salone dell&#8217;innovazione nella tradizione&#8217; sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all&#8217;impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.<br />
FONTE:www.ansa.it</p>
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		<title>Sesso: la passione dura 10 minuti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 12:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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Avete in mente di compiacere la vostra o il vostro partner con una maratona tantrica di sesso ininterrotto per ore e ore? Probabilmente non ne vale la pena. Il rapporto amoroso ideale dura dieci minuti. Al massimo, se proprio volete strafare, tredici. Oltre questo limite, infatti la passione e l&#8217;attenzione tendono a cadere e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24505" title="sesso" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/06/sesso1-150x150.jpg" alt="sesso" width="150" height="150" /></p>
<p>Avete in mente di compiacere la vostra o il vostro partner con una maratona tantrica di sesso ininterrotto per ore e ore? Probabilmente non ne vale la pena. Il rapporto amoroso ideale dura dieci minuti. Al massimo, se proprio volete strafare, tredici. Oltre questo limite, infatti la passione e l&#8217;attenzione tendono a cadere e a lasciare posto alla noia. In ogni caso, prima di avventurarvi sotto le lenzuola, concedetevi un momento di decompressione e relax: sembra infatti che il compagno sia causa di stress ancora più di quanto non lo sia il capo in ufficio.Insomma, anche in amore il tempo è tiranno.<span id="more-24504"></span> Secondo un&#8217;indagine condotta da cinquanta specialisti della Society for Sex Therapy and Reserch e pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, il rapporto sessuale ideale dura dieci minuti, il tempo in cui i livelli di attenzione sono altissimi e ci si concentra solo sul piacere, ma trascorso questo intervallo, il cervello comincia a vagare altrove. Secondo gli studiosi (psicologi, terapisti di coppia, medici, assistenti sociali che negli ultimi anni hanno analizzato numerosi casi di coppie con problemi sessuali) due minuti sono troppo pochi per un rapporto, da tre a sette un tempo accettabile ma superare i 13 minuti è decisamente troppo.Il rapporto sessuale perfetto, dunque è quello che, orologio alla mano, oscilla tra i sette e i tredici minuti. Uno dei ricercatori autori dello studio, Eric Corty, psicologo della Penn State University ha affermato che &#8221;molti credono erroneamente alla fantasia di notti di sesso continuo e prolungato. Speriamo che il nostro studio incoraggi uomini e donne ad avere aspettative più realistiche&#8221;.In ogni caso, perché il rapporto funzioni, è necessario che i due partner siano sereni, rilassati e in buona armonia. Cosa non semplicissima se è vero il risultato di un altro studio, realizzato questa volta dell&#8217;Università di Lancaster e riportato dal quotidiano britannico &#8220;Daily Mail&#8221;, secondo il quale coniugi e fidanzati sono una fonte di stress maggiore rispetto ai datori di lavoro, specialmente per le donne. La ricerca ha coinvolto 3mila uomini e donne, ha rilevato che sono proprio i partner quelli che fanno aumentare la pressione sanguigna per lo stress. In generale il 58 per cento dei partecipanti ha ammesso che il coniuge o il partner sono i responsabili di una maggior pressione, contro il  43 per cento, il quale attribuisce questo ruolo al proprio datore di lavoro.Secondo i ricercatori, la crisi economica non ha fatto altro che aumentare lo stress in ambiente domestico. &#8220;Una delle strategie contro l&#8217;insicurezza che usano le persone in coppia&#8221;, ha spiegato Cary Cooper, che ha coordinato lo studio, &#8220;è quella di prendersela con il proprio partner&#8221;. La carriera e i maggiori doveri a casa farebbero sì, secondo lo psicologo, che le donne siano più sotto stress rispetto agli uomini e quindi più inclini a prendersela con i compagni. Tra uomini e donne in effetti le percentuali variano: il 18% delle donne contro il 12% degli uomini ha affermato infatti che i partner sono per loro causa aggiuntiva di forti stress. In conclusione, se vi sentite stanche e avete bisogno di rilassarvi e di un po&#8217; di tranquillità, pensate bene a come organizzate le vacanze: andare in ufficio potrebbe essere più riposante che stare a casa con il partner.<br />
FONTE:www.tgcom.it</p>
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		<title>Alimentazione consapevole: Tassare alcuni cibi può aiutare il cambiamento dello stile di vita</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 12:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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Lo strumento economico della tassazione è di gran lunga il migliore per incidere sui cambiamenti dello stile alimentare. Ne è convinto l&#8217;economista presso il Magdalen College dell&#8217;Università di Oxford Andrea Boltho che, al convegno &#8216;Alimentazione e Ambiente; sano per te, sostenibile per il Pianeta&#8217; organizzato dal Barilla Center for Food &#38; Nutrition oggi al Museo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-24499" title="alimentazione" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/06/alimentazione-150x150.jpg" alt="alimentazione" width="150" height="150" /></p>
<p>Lo strumento economico della tassazione è di gran lunga il migliore per incidere sui cambiamenti dello stile alimentare. Ne è convinto l&#8217;economista presso il Magdalen College dell&#8217;Università di Oxford Andrea Boltho che, al convegno &#8216;Alimentazione e Ambiente; sano per te, sostenibile per il Pianeta&#8217; organizzato dal Barilla Center for Food &amp; Nutrition oggi al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano, ha chiesto ai governi di &#8220;agire con l&#8217;arma fiscale, penalizzando certi consumi a favore degli altri&#8221;.  Le crisi economiche, ha poi osservato l&#8217;esperto di origini palermitane, &#8220;spesso inducono cambiamenti e anche la &#8217;scorpacciata di debito/Pil&#8217; nella zona dell&#8217;euro influenza gli stili alimentari.<span id="more-24498"></span> E poiché al 2050 è previsto un aumento della popolazione mondiale del 32% per un totale di 2,2 miliardi di persone sul Pianeta, e, in controtendenza con l&#8217;incremento demografico, un calo dell&#8217;offerta agroalimentare del 5%-25%, sempre nell&#8217;anno 2050, occorre che i governi attivino incentivi e leve fiscali &#8211; ha concluso Boltho &#8211; per non tornare a parlare di emergenza-fame nei paesi sviluppati per l&#8217;immaginabile esplosione dei prezzi alimentari, perdipiù volatili&#8221;.<br />
FONTE:www.newsfood.com</p>
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		<title>Alimentazione: sovrappeso per noia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:01:35 +0000</pubDate>
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Cresce il numero delle donne in sovrappeso anche in Italia e il colpevole sembra non essere solo l’eccellenza della gastronomia del Bel Paese. Colpa dei ritmi di vita che premiano il cibo veloce a scapito dell’alimentazione sana ed equilibrata, ma non solo. Sembra che gran parte della responsabilità sia da attribuire allo stato d’animo: noia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-23915" title="alimentazione" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/alimentazione11.jpg" alt="alimentazione" width="150" height="150" /></p>
<p>Cresce il numero delle donne in sovrappeso anche in Italia e il colpevole sembra non essere solo l’eccellenza della gastronomia del Bel Paese. Colpa dei ritmi di vita che premiano il cibo veloce a scapito dell’alimentazione sana ed equilibrata, ma non solo. Sembra che gran parte della responsabilità sia da attribuire allo stato d’animo: noia, delusione e rabbia giocano un ruolo da non sottovalutare nell’aumento di peso.Il legame tra la noia, l’insoddisfazione e i chili in più è stato svelato da un gruppo di ricercatori inglesi. L’aumento ponderale è causato da abitudini alimentari sbagliate, da pasti e spuntini troppo ricchi di grassi e calorie. Queste botte caloriche non sono il risultato di un impulso naturale, la fame, troppo spesso, sono scatenate proprio dall’umore pessimo e dalla noia.<span id="more-23914"></span><br />
 <br />
L’indagine inglese, svolta su circa 5 mila persone adulte, uomini e donne, evidenzia come sia proprio il gentil sesso a sfogare noia e rabbia sul cibo. Infatti, le donne ammettono di esagerare con il cibo proprio quando sono annoiate, frustrate o arrabbiate. Gli uomini si lasciano condizionare meno dagli stati d’animo: anche nelle giornate più piatte o più dense di tensioni, assumono in media circa 500 calorie in meno delle signore.<br />
 <br />
Quando l’insoddisfazione e la noia diventano donne, il rischio è di guadagnare rotondità indesiderate, nell’arco di poco tempo. Infatti, la rabbia e il tedio spingono verso il frigorifero, non per togliersi lo sfizio con alimenti salutari, come frutta e verdura, ma con veri esemplari di “cibo spazzatura”, che promettono il pieno di calorie. Cibi malsani, apporto calorico in eccesso significano aumento di peso rapido e assicurato, il consiglio: se siete annoiate, uscite per una passeggiata e chiudete a chiave il frigorifero.<br />
FONTE:www.tantasalute.it</p>
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		<title>Alimentazione, pane e verdura?Meglio se sono fatti in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 11:04:34 +0000</pubDate>
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La crisi fa riscoprire con piacere le abitudini del passato. In tutto il Varesotto sono in continua crescita le persone che cercano di prodursi cibo in casa. La coltivazione dell’orto fino a qualche anno fa abitudine solo degli anziani sta tornando di moda: e sono in crescita le persone che dopo una giornata di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-23868" title="alimen" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/alimen.jpg" alt="alimen" width="117" height="117" /></p>
<p>La crisi fa riscoprire con piacere le abitudini del passato. In tutto il Varesotto sono in continua crescita le persone che cercano di prodursi cibo in casa. La coltivazione dell’orto fino a qualche anno fa abitudine solo degli anziani sta tornando di moda: e sono in crescita le persone che dopo una giornata di lavoro prendono in mano zappa e vanga e si mettono a lavorare la terra. Francesco Di Lorenzo, presidente provinciale di Federconsumatori, conferma la diffusione del fenomeno e ammette di essere un grande coltivatore: «Si tratta di un’abitudine che fa bene alle tasche e alla salute. Producendo direttamente si riducono i costi, inoltre si ha la possibilità di fare movimento (e anche in questo caso si risparmiano i soldi della palestra) e si mangiano cibi genuini». Di Lorenzo produce vino, frutta, verdura grazie a un appezzamento di circa 1200 metri quadrati che gli permette di fare scorte per tutto l’inverno ma anche chi ha giardini di modeste dimensioni riesce ad organizzarsi per avere prodotti per alcuni mesi. In primavera si semina, d’estate si raccoglie e poi si congela per la stagione più fredda.<span id="more-23867"></span></p>
<p>«C&#8217;è addirittura chi si è costruito piccole serre per poter coltivare l’insalata d’inverno – commenta il rappresentante dell’associazione dei consumatori – e chi vive in città si ingegna come può». In molti riescono ad ottenere piccoli pezzi di terra in campagna «magari da persone anziane che non sono più in grado di lavorare la terra e preferiscono darla in uso ai più giovani». Chi è costretto ad abitare in condominio si dà ugualmente da fare e sui balconi è un tripudio di peperoncini, prezzemolo, salvia, rosmarino e tutte le erbe aromatiche indispensabili comunque in cucina. «Nei mercati rionali la gente compera piantine e semi ed è molto bello vedere questo ritorno al passato». Il fai da te non riguarda però solo i prodotti della terra. Il pane fatto il casa è diventata ormai una specialità di molte famiglie che amano prendere acqua e farina e impastare direttamente le pagnotte che serviranno per la settimana, facendosi poi dei panini da consumare magari nella pqausa pranzo in alternativa alle costose tavole calde. E aumentano anche gli allevatori di piccoli animali come galline e conigli. «Il carovita – prosegue Francesco Di Lorenzo – porta finalmente anche qualcosa di buono. Anche per i bambini è bellissimo poter trascorrere qualche ora in mezzo ai campi. Molto più salutare ed economico di qualsiasi altro gioco». Quasi insomma una trasformazione sociale importsa dall’esigenza di risparmiare qualcosa e di ottenere in proprio quello che comprare in negozio costerebbe ovviamente molto di più. Con lì’effetto crisi che ovviamente si sposta sulle vendite al dettaglio, che subiscono ovviamente questa decurtazione.<br />
FONTE:www.ilgiorno.ilsole24ore.com</p>
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		<title>Pomodori iodati per malattie tiroide</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 14:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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In arrivo sulle tavole degli italiani carote, pomodori, insalata, con un maggior contenuto in iodio per combattere le malattie tiroidee. Tra gli alimenti anche latte e formaggio che vanno ad aggiungersi a sale e patate iodati, gia&#8217; da tempo in vendita. Lo ha annunciato a Milano Aldo Pinchera endocrinologo dell&#8217; Universita&#8217; di Pisa e presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23775" title="alimentazione" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/alimentazione10-150x148.jpg" alt="alimentazione" width="150" height="148" /></p>
<p>In arrivo sulle tavole degli italiani carote, pomodori, insalata, con un maggior contenuto in iodio per combattere le malattie tiroidee. Tra gli alimenti anche latte e formaggio che vanno ad aggiungersi a sale e patate iodati, gia&#8217; da tempo in vendita. Lo ha annunciato a Milano Aldo Pinchera endocrinologo dell&#8217; Universita&#8217; di Pisa e presidente dell&#8217;Associazione Italiana Tiroide (Ait), alla vigilia della prima &#8216;Giornata Europea della Tiroide&#8217;<br />
FONTE:www.ansa.it</p>
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		<title>L&#8217;alimentazione corretta è il cruccio degli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 14:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli italiani amano la buona cucina e, nonostante i buoni propositi, non riescono proprio a tenere fede agli impegni e a mangiare in maniera più sana e corretta.Lo sostiene un&#8217;indagine della Coldiretti/Censis secondo cui quasi il 37% degli italiani dichiara di non riuscire a seguire una dieta sana ed efficace; questa quota sale al 40,5% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani amano la buona cucina e, nonostante i buoni propositi, non riescono proprio a tenere fede agli impegni e a mangiare in maniera più sana e corretta.Lo sostiene un&#8217;indagine della Coldiretti/Censis secondo cui quasi il 37% degli italiani dichiara di non riuscire a seguire una dieta sana ed efficace; questa quota sale al 40,5% tra i 30-44enni e ad oltre il 40% tra le donne mentre supera il 43% tra le casalinghe.E se si riconosce in generale la necessità di mangiare cibo di qualità e di seguire una alimentazione corretta, il 62% degli intervistati si dichiara molto informato sui valori nutrizionali, le calorie e i grassi riguardanti i vari alimenti.Quanto alle principali fonti di informazione sugli alimenti oltre alla televisione, è il web (51,1%) quella primaria per coloro che le cercano, seguito da quotidiani, settimanali e periodici (34%), poi i familiari e gli amici (25,5%) mentre è il 25,6% a ricorrere ai negozianti e al personale del punto vendita.<span id="more-23766"></span></p>
<p>Per quello che riguarda gli orientamenti dei consumi alimentari l’indagine Censis-Coldiretti sostiene che sono circa 2,1 milioni gli italiani che dichiarano di mangiare pasta sempre, a pranzo e a cena sette giorni su sette, dal lunedì alla domenica e che sono oltre 17 milioni i patiti per il pane, 14,7 milioni quelli che mangiano sempre verdura, 20,3 milioni gli italiani che mangiano sempre frutta fresca, 500.000 carne e 820.000 il dolce.</p>
<p>430.000 italiani dichiarano invece di non mangiare mai pasta: né a pranzo né a cena, né durante i feriali né tantomeno nei week end. E sono invece 930.0000 quelli che hanno abolito dalla loro dieta il pane, mentre quasi 1,8 milioni non hanno rapporti con il riso, circa 1,2 milioni non mangiano mai carne, oltre 3,1 milioni non mettono mai in tavola pesce, mentre 370 mila sono quelli che fanno sistematicamente a meno della verdura e oltre 1 milione quelli che non mangiano mai frutta. Il dolce invece non è mai presente nel piatto di 6,7 milioni di italiani. Riguardo infine alle bevande, 13,5 milioni di italiani non bevono mai vino, né a pranzo né a cena vino, mentre sono 19,2 milioni quelli che si negano la birra e 19,3 milioni quelli che fanno sempre a meno delle bevande gassate.<br />
A pranzo la frutta, il pane e la verdura sono presenti 5 volte, la pasta 4,6 volte, la carne 3 volte mentre il dolce è sulla tavola per due pranzi a settimana, così il riso e il pesce. Tra le bevande, invece, il vino è presente in poco meno di 3 pranzi settimanali, le bevande gassate meno di 2 volte, la birra poco più di una volta a settimana.</p>
<p>Non molto diverse dai pranzi le cene, perché per cinque volte a settimana gli italiani dichiarano di mettere in tavola la verdura, la frutta e il pane; meno presenti sono la carne (2,8 su 7), la pasta (2,5), il pesce (meno di due volte), il dolce (anche questo meno di due volte) e il riso (1,6 volte). Vino, bevande gassate e birra sono presenti con la stessa intensità che a pranzo”. Le differenze si assottigliano anche tra i giorni lavorativi e quelli festivi durante i quali le uniche trasgressioni che si concedono gli italiani riguardano il vino ed il dolce che sono presenti con maggiore frequenza.</p>
<p>Infine oltre l’80% degli italiani dichiarare di mangiare almeno una volta a settimana fuori casa, presso un esercizio pubblico, e a farlo in misura maggiore sono gli uomini, i giovani (il 93%) e i residenti al Nord-Est (88,3%).<br />
FONTE:www.dgmag.it</p>
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		<title>Allarme &#8220;Dieting&#8221;: la dieta come una droga</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corpo e benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[
22° Congresso Nazionale ANDID &#8220;Nuovi orizzonti professionali del Dietista: tra ambiente, salute pubblica, percorsi assistenziali integrati e interprofessionalità&#8221;-
Milano, 20-22 maggio 2010 Centro Congressi Hotel Marriott
Ha inaugurato a Milano il 22° Congresso Nazionale ANDID (associazione nazionale dietisti), che si svolgerà dal 20 al 22 maggio nel Centro Congressi dell&#8217;Hotel Marriott, che ha per titolo &#8220;Nuovi orizzonti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23730" title="alimentazione" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/alimentazione9-150x150.jpg" alt="alimentazione" width="150" height="150" /></p>
<p>22° Congresso Nazionale ANDID &#8220;Nuovi orizzonti professionali del Dietista: tra ambiente, salute pubblica, percorsi assistenziali integrati e interprofessionalità&#8221;-<br />
Milano, 20-22 maggio 2010 Centro Congressi Hotel Marriott<br />
Ha inaugurato a Milano il 22° Congresso Nazionale ANDID (associazione nazionale dietisti), che si svolgerà dal 20 al 22 maggio nel Centro Congressi dell&#8217;Hotel Marriott, che ha per titolo &#8220;Nuovi orizzonti professionali del Dietista: tra ambiente, salute pubblica, percorsi assistenziali integrati e interprofessionalità&#8221; e al quale parteciperanno numerosi dietisti e medici specializzati in Scienza dell&#8217;Alimentazione e Dietetica, Medicina Interna, Igiene degli alimenti e della Nutrizione, Pediatria, Cardiologia e Psichiatria.<span id="more-23729"></span><br />
L&#8217;evento è organizzato dall&#8217;ANDID, associazione fondata nel 1985, che oggi ha oltre 1000 associati, con lo scopo principale di tutelare e promuovere la figura professionale del dietista, ed è patrocinato dal Ministero della Salute, dalla Regione Lombardia, dall&#8217;Università degli Studi di Milano e dalle principali associazioni dei medici e dietisti italiani.<br />
Nei 3 giorni full immersion si articoleranno diversi gruppi di lavoro, a seconda dei temi e delle specializzazioni affrontate, verranno assegnati diversi crediti ECM (educazione Continua in Medicina), 10 per la professione del Dietista, 9 per quella del Medico e saranno riconosciuti 4 punti ASDD (Associazione Svizzera dei Dietisti), i contributi scientifici (sono previsti due premi riservati ai Dietisti per contributi scientifici giudicati dal Comitato Tecnico Scientifico dell&#8217;ANDID) e un premio ANDID alla miglior tesi di laurea in dietista, che verrà consegnata durante una cena di gala il 21 maggio 2010.<br />
Durante tutto il periodo del congresso sarà allestita nel salone Le Baron dell&#8217;Hotel Marriott un&#8217; interessante mostra commerciale con tutte le novità in tema di prodotti alimentari dietetici ed integratori specifici, presentati dagli esperti delle principali aziende italiane e multinazionali operanti nel settore. <br />
(II) Allarme &#8220;Dieting&#8221;: la dieta come una droga, incapaci di smettere a causa del fai-da-te<br />
Gli esperti ANDID preoccupati &#8220;Il 70% delle adolescenti è perennemente a dieta, in modo spesso scorretto e per questo non riesce a smettere&#8221;.<br />
No ai troppi divieti, sì ad una alimentazione sostenibile e piacevole, attenta alle emozioni e al gusto.<br />
Essere sempre a dieta senza riuscire a smettere, fino a rischiare crisi di astinenza e senza perdere peso in modo corretto e duraturo.<br />
E&#8217; questo il nuovo volto della dipendenza moderna, soprattutto degli adolescenti, ma non solo.<br />
In termini tecnici si chiama &#8220;dieting&#8221; ed è strettamente legato alla purtroppo famosa &#8220;sindrome da yo-yo&#8221;, frutto spesso del fai-da-te, in cui si perde peso con una dieta restrittiva, ma se ne riprende (e anche di più) durante la fase di &#8220;disinibizione&#8221;, al punto di creare un circolo vizioso continuo, che sfocia in una vera e propria dipendenza.</p>
<p>L&#8217;allarme proviene dagli esperti riuniti al 22° Congresso Nazionale dell&#8217;Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), che mettono in guardia:  il 70% delle ragazze è a dieta, ma non sempre la segue in modo corretto, rischiando di trasformare un leggero sovrappeso in livello di peso più gravi e contribuendo ad incrementare i casi di obesità, che in Italia toccano il 33,4% della popolazione (3° Rapporto per l&#8217;Obesità in Italia) e costa 11 miliardi di euro l&#8217;anno allo Stato.<br />
Ma soprattutto rimane la frustrazione: il fisico si adatta alla condizione di ristrettezza bruciando meno calorie, non si arriva mai al risultato auspicato, perché si punta al risultato immediato.<br />
Una dieta che funziona, al contrario di quanto si pensa, invece, non deve essere austera, ma &#8220;sostenibile e piacevole&#8221;, attenta anche al lato emotivo e alla gratificazione, così come raccomandato dall&#8217;American Dietetic Association. <br />
&#8220;Il dieting &#8211; spiega Giovanna Cecchetto, Presidente ANDID &#8211; è la tendenza a sentirsi costantemente in obbligo di stare a dieta, spesso frutto del fai-da- te, senza buon senso, che porta a diete iniziate e mai finite, incostanti e mal strutturate, che creano la sindrome da yo-yo, causa numero uno della dipendenza.<br />
La dieta drastica è basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in ‘permessi&#8217; e ‘proibiti&#8217; e in quanto tale è supportabile per  poco tempo.<br />
Spesso infatti la rinuncia si espande a un&#8217;ampia gamma di alimenti necessari, come il pane e la pasta, il risultato è quello di ‘affamarsi&#8217;, con una voglia incontrollata dei cibi più temuti e la difficoltà a contenerne la quantità.<br />
Da queste perdite di controllo dipendono circoli viziosi emotivi come sensi di colpa, ansia e scarsa stima di sé, che portano alla ricerca del cibo e alla rottura della dieta, col risultato di riprendere peso e rimettersi a dieta.&#8221;<br />
&#8220;Una dieta ultrarigida &#8211; precisa Giorgio Bedogni, coordinatore dell&#8217;Unità di Epidemiologia clinica al Centro Studi Fegato di Trieste &#8211; non è sostenibile e viene abbandonata presto.<br />
Spesso ci si indirizza verso alimenti che non saziano, eliminando invece il pane o la pasta, niente di più sbagliato. Si deve imparare a mangiare e a fare attività fisica, come muoversi e camminare ogni giorno.<br />
Così si può mangiare di più e si perde peso&#8221;.<br />
&#8220;Non si deve togliere &#8211; afferma Ambra Morelli, responsabile ANDID Lombardia e dietista alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano) &#8211; ma piuttosto inserire nella dieta alimenti in modo corretto, equilibrato e vario.<br />
Non si deve ovviamente mangiare tutto insieme, ma saper scegliere come alimentarsi senza escludere nulla.&#8221; &#8220;Per superare la dipendenza &#8211; conclude Giovanna Cecchetto &#8211; non si deve essere legati al grammo e allo schema fisso, ma puntare sul risultato a medio-lungo termine, acquisendo capacità di gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti da attuare nella quotidianità.<br />
Meglio affidarsi ad un professionista esperto, che sappia valutare abitudini alimentari e di vita scorretti, ma anche gusti, preferenze e gli aspetti emotivi legati al significato che il cibo ha per ognuno di noi&#8221;. <br />
FONTE:www.newsfood.com</p>
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		<title>Cibo: spuntino-maniaci o frustrati?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 08:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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Vorrei mangiare più sano ma non ci riesco: è questa l&#8217;affermazione che meglio descrive il rapporto con il cibo di quasi 4 italiani su 10. Sono i &#8220;frustrati&#8221; dell&#8217;alimentazione, ma accanto a loro ci sono anche i &#8220;drogati di pasta&#8221; che non riescono a rinunciare al primo piatto due volte al giorno, sette giorni su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23661" title="alimentazione" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/alimentazione8-150x150.jpg" alt="alimentazione" width="150" height="150" /></p>
<p>Vorrei mangiare più sano ma non ci riesco: è questa l&#8217;affermazione che meglio descrive il rapporto con il cibo di quasi 4 italiani su 10. Sono i &#8220;frustrati&#8221; dell&#8217;alimentazione, ma accanto a loro ci sono anche i &#8220;drogati di pasta&#8221; che non riescono a rinunciare al primo piatto due volte al giorno, sette giorni su sette, e i &#8220;maniaci dello spuntino&#8221;, che per nulla al mondo rinunciano al piccolo pasto che si intrufola tra il pranzo e la cena. In ogni caso, siamo in pieno &#8220;politeismo alimentare&#8221;. Sono alcune delle evidenze che emergono dal primo rapporto Coldiretti-Censis sulle abitudini alimentari degli italiani.L&#8217;importanza di una sana e corretta alimentazione ormai è una consapevolezza diffusa e comune. Dal rapporto, spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini, &#8220;emerge un&#8217;importante segmentazione dei comportamenti con oltre un terzo degli italiani che riconosce il valore dell&#8217;alimentazione e si comporta di conseguenza&#8221;.<span id="more-23660"></span> Quasi il 33% degli italiani dichiara infatti di seguire una dieta sana perché l&#8217;alimentazione è tra i fattori importanti per la salute, in particolare tra gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%). Accanto a loro, però, c&#8217;è anche un 40% di persone che per stile di vita, tentazioni e stress, pur conoscendo l&#8217;importanza di un giusto modo di alimentarsi, non riesce a comportarsi correttamente (come abbiamo detto, sono i cosiddetti &#8220;frustrati&#8221;), ai quali si aggiunge un altro terzo che non è attento alla tavola per mancanza di conoscenza.Proprio per sensibilizzare queste sacche di popolazione che ancora non riesce o non sa come mangiare in modo sano, Coldiretti è impegnata nelle scuole, nelle piazze e nei mercati con il progetto &#8220;Educazione alla campagna&#8221; per far conoscere i principi della sana alimentazione. Ben quattro italiani su dieci, infatti, risultano sovrappeso o addirittura obesi (11%), con una netta prevalenza degli uomini rispetto alle donne, mentre le malattie collegate all&#8217;obesità sono responsabili del 7% dei costi sanitari dell&#8217;Unione Europea.Il terzo millennio, in ogni caso, è un&#8217;era di &#8220;politeismo alimentare&#8221;, che spinge a mangiare di tutto senza tabù, creando combinazioni soggettive di alimenti e anche di luoghi in cui fare la spesa.Insomma, &#8220;il modello alimentare prevalente è in realtà un patchwork di opzioni che possono anche apparire contraddittorie. Ad esempio: tra le persone che acquistano regolarmente prodotti Dop e Igp, quasi un terzo compra anche cibi precotti, surgelati e scatolame&#8221;, spiega il presidente del Censis Giuseppe De Rita. Due italiani su tre, poi, non rinunciano allo spuntino tra il pranzo e la cena oppure a metà mattina. Per la precisione il 62,3% degli italiani lo fa alla mattina, il 63,8% il pomeriggio e il 52,2 % sia alla mattina che al pomeriggio. Tra loro soprattutto le donne, i più giovani, i single, i residenti al Sud-isole. Si mangia un po&#8217; di tutto: frutta, yogurt, cracker e, al mattino, anche cornetto, brioche e merendine.Analizzando quello che mettiamo nel piatto, la pasta resta una grande passione nazionale. Sono oltre 2 milioni i nostri connazionali che dichiarano di mangiala sempre, a pranzo e a cena, sette giorni su sette, mentre sono oltre 17 milioni i mangioni di pane. Ma accanto a loro ci sono anche 430mila italiani che dichiarano di non mangiare mai, né a pranzo né a cena, nei feriali o nel fine settimana. Sono invece 930mila quelli che non toccano mai pane. Inoltre, circa 1,2 milioni di persone non mangiano mai carne, oltre 3,1 milioni dichiarano di non mettere mai in tavola pesce, 370mila non mangiano verdura e, infine, oltre 1 milione non tocca la frutta, mentre il dolce non è mai presente nel piatto di 6,7 milioni di italiani. Infine, per quanto riguarda le bevande, 13,5 milioni di persone non bevono mai vino (a pranzo o a cena),19,2 milioni non beve birra e 19,3 milioni non consuma bevande gassate. Quanto alle principali fonti di informazione sugli alimenti oltre alla televisione, c&#8217;è il web (51,1%).</p>
<p>FONTE:www.tgcom.it</p>
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		<title>Abbronzatura, 11 mln ne sono &#8216;malati&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 11:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[corpo e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>

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Sono oltre 11 milioni gli italiani dipendenti dall&#8217;abbronzatura, vera e propria malattia, detta tanoressia o sindrome compulsiva da sole. A sollevare il problema e&#8217; il dermatologo Matteo Cagnoni, presidente dell&#8217;Istituto di ricerca di dermatologia globale (Irdeg), che ha commissionato un sondaggio da cui e&#8217; emerso l&#8217;identikit dell&#8217;italiano su cinque che soffre del disagio, particolarmente diffuso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-23608" title="corpo" src="http://nbmodena.migliopress.it/files/2010/05/corpo4-150x148.jpg" alt="corpo" width="150" height="148" /></p>
<p>Sono oltre 11 milioni gli italiani dipendenti dall&#8217;abbronzatura, vera e propria malattia, detta tanoressia o sindrome compulsiva da sole. A sollevare il problema e&#8217; il dermatologo Matteo Cagnoni, presidente dell&#8217;Istituto di ricerca di dermatologia globale (Irdeg), che ha commissionato un sondaggio da cui e&#8217; emerso l&#8217;identikit dell&#8217;italiano su cinque che soffre del disagio, particolarmente diffuso tra le donne di eta&#8217; compresa tra i 25 e i 54 anni.<br />
FONTE:www.ansa.it</p>
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