costanzo

Settantadue anni e non sentirli, anzi con tanta voglia di fare in vista di una stagione tv ricca di impegni che si appresta ad affrontare con lo spirito e l’entusiasmo che lo hanno sempre contraddistinto. Maurizio Costanzo a settembre torna su Raiuno con Bontà loro. Il titolo é quello del suo talk-show del 1976. Il contenuto, invece, sarà totalmente nuovo.

Giornalista da 50 anni, presentatore, scrittore, autore di musical e di opere teatrali (il Maurizio Costanzo Show con trent’anni di permanenza al Teatro Parioli di Roma, ha infranto ogni record di longevità di un programma tv), dopo il test della passata stagione di Bontà sua, il popolare conduttore si prepara ad affrontare una nuova sfida con questo remake (non più spin-off) del primo talk di successo da lui condotto per la Rai. Non si tratta, spiega in una conversazione con l’ANSA, di “mancanza di originalità, ma di una una sorta di tributo a una trasmissione che mi ha lanciato contribuendo a fare la storia della Rai”. Andrà in onda dal 13 settembre dalle 14.10 alle 15 tutti i giorni dal lunedì al venerdì, giorno in cui con ogni probabilità, spiega Costanzo, sarà presente anche Giampiero Galeazzi. Una coppia esuberante nata in occasione dei Mondiali di Calcio, che si era riservata di ripetere l’esperienza positiva. A seguire partirà Festa Italiana con Paola Perego. La redazione di Bontà loro sta finendo di selezionare un pubblico che sarà interpellato per commentare le varie fasi del programma, (40 persone al massimo, possibilmente nati nel 1976 o che, in quell’anno, seguivano Bontà loro, ma non solo). Inoltre ci sarà un ospite principale noto o sconosciuto. In più una postazione Ansa che terrà aggiornati sulle notizie.

Ma, avverte Costanzo, “non ci sarà una scaletta fissa, di giorno in giorno”. Bontà loro è stato il primo talk show della televisione italiana. La prima puntata andò in onda, dallo Studio 11 della Rai, a Roma, alle 22.40 del 18 ottobre 1976. Con una scenografia scarna (una finestra, un orologio a cucù, tre poltrone color aragosta e lo sgabello in metallo del conduttore), Costanzo si presentò senza cravatta (cosa rivoluzionaria in quei tempi) e cominciò a intervistare i suoi primi tre ospiti, il regista Anton Giulio Majano, un idraulico e Annie Papa, che poche settimane prima aveva fatto scandalo al concorso di Miss Italia mostrandosi a seno nudo. La puntata, che costò 300 mila lire, ebbe 5 milioni e 400 mila telespettatori. Fu l’inizio di uno straordinario successo. Costanzo trascorre da quindici anni con la moglie Maria De Filippi le sue estati ad Ansedonia, che ha conosciuto quest’estate l’assalto dei media per la presenza di Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani in una villa in affitto. Il popolare conduttore smentisce però ogni protesta dei villeggianti: “Ho letto che qualcuno si sarebbe lamentato per l’invasione dei giornalisti. Ma non è vero. Non mi risulta. Certo, c’é una curiosità che Ansedonia non ha mai conosciuto. E’ un posto dove se uno vuole può non vedere nessuno. Tante le personalità che proprio per questo l’hanno scelta come località di villeggiatura, da anni qui viene in vacanza, ad esempio, Giuliano Amato…”.

Alla mostra di Venezia 67 in concorso anche la ‘Solitudine dei Numeri Primi’ diretto da suo figlio Saverio Costanzo, tratto dal bestseller di Paolo Giordano: “Sono molto orgoglioso di lui. I suoi film mi emozionano sempre. Spero che la giuria sappia apprezzarlo, confido in quel genio di Tarantino…”. Ma il conduttore non andrà alla mostra: “Sin dall’inizio della sua carriera ho giurato di non intralciare mai con la mia presenza una sua proiezione, o una conferenza stampa. Saverio mi ha regalato, come tutti gli altri miei figli, grandi soddisfazioni. In ultimo due splendidi nipoti. Altri due nipoti li ho avuti da mia figlia. Sono un supernonno. In più c’é l’altro mio figlio Gabriele che vive con me e Maria, quest’anno ha fatto la maturità. Un bravissimo ragazzo”.

Fonte: www.ansa.it

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