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Grilli campestri, coleotteri, tarme e larve. Tutti nel piatto. Non si tratta di un malriuscito pic-nic, in cui la natura ha preso il sopravvento sulla civiltà e ha giocato qualche brutto scherzo ai commensali, ma di uno stile alimentare ben preciso che ha anche un nome scientifico: entomofagia, che significa appunto  “cibarsi di insetti”. Non è molto diffusa nelle culture occidentali, neppure nella cucina etnica: ora però il Museo civico di scienze naturali “Caffi” di Bergamo, ha proposto la quarta edizione di “Insetti che bontà”, una specie di sagra a tema che ha cercato di dimostrare che, mescolati ai sapori nostrani, anche coleotteri, cavallette e grilli non sono così male.

Insomma, gli insetti possono conquistare una nuova dignità, scrollandosi di dosso la loro cattiva reputazione di animali disgustosi. E per prendere gli uomini per la gola gli chef si sono sbizzarriti. La scorsa estate, la precedente edizione della manifestazione aveva avuto come tema le degustazioni insetti-vino, sotto l’emblematico titolo di  “Bacco e bachi”, con tanto di
enologo che elencava le qualità organolettiche del vino accoppiate alle proteine di questi esserini; quest’anno coleotteri, ortotteri, tarme e larve sono stati utilizzati per preparare dolci e torte. Il risultato complessivo non è stato male, visto che in poco meno di un’ora i dessert “bestiali” sono andati a ruba.

Scopo del’evento, come spiega il direttore dell’Istituto di zoologia del Museo, Marco Valle, “non è certo quello di proporre nuove mode gastronomiche o la cucina etnica qui in Italia. Siamo un Museo di scienze naturali, e riteniamo che gli insetti, nonostante siano tra le fette di biomassa più abbondanti dell’ecosistema, siano animali assolutamente disprezzati. E ciò non è positivo”. Non si tratta comunque di lanciare nuovi stili alimentari, assicura il direttore, “perché continuiamo a preferire tortellini e lasagne”.  Semmai si vuole abbassare la soglia di disgusto su esseri bistrattati, il cui numero di specie in Italia supera le 37mila.

Insomma, le dolcezze a sei zampe hanno un loro perché, almeno secondo le proposte degli chef che si sono “inventati” la serata bergamasca, creando un ricco, inusuale e coreografico buffet. Gli autori, Gaetano Orlando, chef della vicina provincia di Lecco, coadiuvato dalla pasticciera Nadia Bonazzola, ha creato inediti accoppiamenti. Dalle “trasparenze”, ossia gelatine di moscato con inclusioni di insetti, alla panna cotta, alle bavaresi, passando per il gelato con tarme della farina, apprezzato da molti, o le gelatine di grillo con Martini o ribes rosso, ma anche la torta di mandorla e tarma della farina e quella con marmellata di ciliegie e tarma del miele. E ancora, mousse di cioccolato e frutta con tanto di grillo campestre e praline con cioccolato bianco e coleottero. Tarme, larve e coleotteri si sono insomma addolciti con cioccolate, gelatine e liquori.

In Europa l’entomofagia non è così diffusa, anche se si mangiano molluschi crudi, gamberetti, lumache, uova e zampe di rana. Se si fa un paragone tra un hamburger bovino e un fagottino di termiti, dicono gli esperti, il confronto non regge: il primo contiene 245 calorie e 21 g di proteine all’etto, il secondo da 610 calorie e 38 g di proteine all’etto. Qualche particolare? Ad esempio 100 g di larve fresche forniscono circa 250 calorie, 100 g di crisalidi fresche di baco da seta poco più di 200 calorie, 100 g di larve di un altro lepidottero affumicate circa 260 calorie, 100 g di termiti fresche circa 350 calorie. Insomma, tante proteine e pochi grassi parlano di una dieta tutta salute. Anche se nel nostro Paese, patria di prosciutto e tortellini, è una moda che proprio non decolla. Chissà perché!

Fonte: www.tgcom.it

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