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“Non c’é scelta: dobbiamo per forza varare una manovra che riduca la spesa pubblica”. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, oggi a Pozzuoli (Napoli), a margine di una premiazione all’Accademia Aeronautica militare. “L’alternativa – ha detto – è veramente diventare come la Grecia”.

TESTO IN AULA IL 23/7, VOTO ENTRO 29/7. La manovra economica sarà licenziata dall’aula della Camera “al massimo” nella mattinata del 29 luglio: lo ha stabilito la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. La discussione generale sul testo in Assemblea inizierà il 23 luglio. E’ presumibile che arrivi dal Senato tra il 7 ed il 9 luglio, e resterà in commissione per almeno 15 giorni. Il presidente della Camera ha fatto notare che a Montecitorio deve essere votata in tempo per consentire al Senato di ratificare eventuali modifiche: giacché scade alla fine del mese dovrà essere licenziata al massimo entro la mattina del 29 luglio.

TAGLI A REGIONI RESTANO – I tagli su regioni ed enti locali ci saranno. Ma saranno ”flessibili”. Il sacrificio (8,5 miliardi per le Regioni in 2 anni; 4 miliardi per i Comuni; 800 milioni per le regioni) rimane pesante ma saranno le stesse autonomie locali a decidere come ripartirli al loro interno, nella Conferenza Stato Regioni e in quella Stato-Citta’. Saranno tagli ”fai da te”. La possibile soluzione al nodo ”tagli” per gli enti locali arriva dal relatore alla Finanziaria, il presidente Pdl della commissione Bilancio, Antonio Azzolini. La norma e’ contenuta in uno degli 11 emendamenti che presenta in serata in commissione e che incidono sui temi piu’ caldi: dalle pensioni delle donne della Pa con lo ”scalone unico” al 2012, alla soglia di invalidita’ piu’ gravi, dall’alleggerimento dei tagli la sicurezza (con l’esclusione dei tagli per le consulenze e le feste militari e della Polizia) alla proroga delle tasse per gli imprenditori abruzzesi. Ma l’emendamento piu’ atteso – e piu’ pesante – e’ quello che rimodula il patto di Stabilita’ interno con gli enti territoriali che fino a pochi momenti prima aveva movimentato il dibattito politico. Apertura a modifiche le aveva fatte ieri il premier Silvio Berlusconi, ribadendo poi l’esigenza dell’entita’ dei tagli; oggi la palla rimbalza sui piedi del leader della Lega, Umberto Bossi. ”C’e’ spazio per delle modifiche – dice parlando a Montecitorio delle risorse degli enti locali – Vedo Tremonti. Vediamo di convincerlo un po”’. L’emendamento sulle Regioni arriva in serata. Domani i governatori proseguiranno il loro pressing, incontreranno le parti sociali, mentre ancora non e’ in programma alcun incontro con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che per tutto il giorno e’ rimasto al lavoro in via XX settembre. Domani invece incontrera’ i capogruppo della maggioranza a Palazzo Madama. Al Senato per tutto il giorno si sono attesi gli emendamenti del relatore di maggioranza. Molto critica l’opposizione con il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che attacca: ”in commissione Bilancio si sta svolgendo quella che spesso ci capita di fare per le scolaresche: una simulazione di lavoro parlamentare che ha visto finora accantonati oltre 300 emendamenti, vede il governo muto, vede il relatore Azzollini in una difficile situazione in cui non puo’ dir parola perche’ attende che in altri luoghi si compensino certi interessi e arrivi un ordine alla maggioranza”. Gli emendamenti si sono concretizzati in serata. Sono arrivate le norme sulle pensioni delle donne delle amministrazioni pubbliche, che anticipa l’elevamento dell’eta’ pensionabile a 65 anni al 2012 destinando le risorse alle famiglie, ma anche la norma sulle invalidita’: la soglia torna al 74% solo per le patologie gravi (per le altre rimane all’85%). Per l’Abruzzo e’ arrivata al sospirata proroga per il versamento di tasse e contributi: sara’ al 20 dicembre ma non riguardera’ tutti, bensi’ gli imprenditori piu’ piccoli, con un volume d’affari fino a 200.000 euro l’anno. Tra gli undici emendamenti, anche una norma per moderare i tagli ai dipendenti del settore sicurezza, un emendamento sui fondi immobiliari e anche qualche limatura alle norme fiscali: gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immeditata eseguibilita’, ora diventeranno esecutivi in due mesi. Il cantiere manovra e’ pero’ ancora aperto in Parlamento. Azzolini ha assicurato che le modifiche che saranno apportate dal Senato non saranno molte e si concentreranno su alcuni argomenti qualificanti. Sulla scuola il relatore e’ ”ancora al lavoro”. Si tratterebbe, come gia’ annunciato nei giorni scorsi, di destinare agli insegnanti il 30% dei risparmi gia’ previsti dalla manovra 2008, il che permetterebbe di compensarli per il congelamento degli scatti di anzianita’. Sempre in materia di pubblico impiego non sarebbero previste modifiche ne’ per il congelamento degli stipendi (”e’ uno dei cardini della manovra”, spiega Azzollini) ne’ per quanto riguarda il Tfr, che quindi continuerebbe ad essere erogato ‘a rate’.
FONTE:www.ansa.it

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