
Lo strumento economico della tassazione è di gran lunga il migliore per incidere sui cambiamenti dello stile alimentare. Ne è convinto l’economista presso il Magdalen College dell’Università di Oxford Andrea Boltho che, al convegno ‘Alimentazione e Ambiente; sano per te, sostenibile per il Pianeta’ organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition oggi al Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano, ha chiesto ai governi di “agire con l’arma fiscale, penalizzando certi consumi a favore degli altri”. Le crisi economiche, ha poi osservato l’esperto di origini palermitane, “spesso inducono cambiamenti e anche la ‘scorpacciata di debito/Pil’ nella zona dell’euro influenza gli stili alimentari. E poiché al 2050 è previsto un aumento della popolazione mondiale del 32% per un totale di 2,2 miliardi di persone sul Pianeta, e, in controtendenza con l’incremento demografico, un calo dell’offerta agroalimentare del 5%-25%, sempre nell’anno 2050, occorre che i governi attivino incentivi e leve fiscali – ha concluso Boltho – per non tornare a parlare di emergenza-fame nei paesi sviluppati per l’immaginabile esplosione dei prezzi alimentari, perdipiù volatili”.
FONTE:www.newsfood.com





