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Tra arte, architettura e musica sperimentale oggi inizia la tre giorni inaugurale del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato dalla archistar anglo-irachena Zaha Hadid, dal 30 maggio definitivamente aperto al pubblico. Grande attesa per scoprire come gli spazi avveniristici dello spettacolare edificio si sposeranno con le quattro grandi mostre ideate per questo debutto: Spazio, con una selezione delle opere delle collezioni permanenti, Gino De Dominicis. L’Immortale, Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all’informale e infine Kutlug Ataman. Mesopotamian Dramaturgies. Meraviglioso, ardito contenitore, un’attrazione di per sé, il primo museo nazionale interamente dedicata alla creatività contemporanea spalanca per la prima volta le sue porte nel segno della sperimentazione.

A partire dagli allestimenti. Spirali elicoidali, flussi, gallerie, la struttura profondamente innovativa del museo è infatti capace di far saltare ogni schema. Tanto che la mostra incentrata sulle raccolte del Maxxi é stata proprio ispirata al tema dello spazio. Si tratta di una rassegna che nasce appunto come trait d’union tra arte e architettura, in cui si intersecano i 15 progetti commissionati ad altrettanti studi di architettura con installazioni, video, disegni selezionati tra quelli custoditi nelle collezioni permanenti. Spazi ideati come momento di ricerca, visitabili al loro interno, che dialogano con le opere d’arte acquisite dal museo negli ultimi sette anni. Una modalità di allestimento assai poco convenzionale (riservata anche all’installazioni di Mochetti nell’atrio e all’esterno quella di Massimo Grimaldi che documenta la costruzione di un ospedale di Emergency in Sudan), anche se la tradizione sarà rispettata nel caso delle rassegne su protagonisti già storicizzati, l’architetto Luigi Moretti e Gino De Dominicis. Intitolata Dal razionalismo all’informale e curata da Bruno Reichlin e Maristella Casciato, la mostra su Moretti è stata realizzata in collaborazione con l’Accademia di Architettura e l’Archivio del Moderno dell’università della Svizzera Italiana e con l’Archivio Centrale dello Stato. Gino De Dominicis: l’Immortale, curata da Achille Bonito Oliva, è invece la prima ed esaustiva retrospettiva sull’artista scomparso scomparso nel ’98, tra le figure cardine (e le piu’ controverse) del panorama nazionale del secondo ’900. Di lui saranno presentate oltre 130 opere, ancora oggi punto di riferimento per le nuove generazioni.

Otto video di Kutlug Ataman riflettono infine sul problematico rapporto tra Oriente e Occidente. Ma se domani sara’ la giornata della vernice per la stampa, venerdì sera le personalità del mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo invitate al museo potranno assistere ai concerti di musica sperimentale organizzati in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma del vicino Auditorium. La Pmce (Parco della Musica Ensemble), diretta da Tonino Battista si misurerà con i più noti capolavori degli ultimi anni: da Persephassa, opera cardine del compositore e architetto, assistente di Le Courbusier, Iannis Xenakis a Electric Counterpoint del compositore Steve Reich, fondatore del Minimalismo a Ostinato, l’opera di Giorgio Battistelli, presentata al Maxxi in una nuova versione elettronica e dedicata ai punk berlinesi. Il 29 maggio si svolgerà invece la Festa di Roma, con visita gratuita per tutti quei cittadini che sono riusciti a prenotarsi. In soli nove giorni sono andati esauriti ben 15.000 ingressi.
FONTE:www.ansa.it

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