
Torna la Nido, ma stavolta ha un motore elettrico. È la sorpresa che al quartier generale di Cambiano hanno preparato per gli ottant’anni di Pinfinarina.Pinin attacca la spina. Al di là delle considerazioni tecniche (trovate le impressioni di guida della Nido EV sul numero di “Quattroruote” di giugno, in edicola la prossima settimana), la Nido EV rappresenta molto del futuro di Pininfarina. Dopo l’inconcludente avventura (fino a ora) con i francesi di Bolloré per la realizzazione della BlueCar, la società piemontese si candida a diventare un polo di sviluppo per l’auto a batterie, capace di fornire “chiavi in mano” ai costruttori modelli fatti e finiti.
È solo l’inizio. Il progetto della Nido EV, infatti, è solo il primo passo: dalla piccola auto nasceranno nel 2012 altre varianti, tra le quali una quattro posti, un mezzo commerciale urbano e un pick-up ultracompatto. Inoltre, si prevedono ulteriori studi, che daranno origine a una versione ibrida della Nido, grazie a un motore termico davanti affiancato da quello elettrico sull’asse posteriore. Infine, ci sarà anche un’elettrica pura con schema tutt’avanti.
Come è fatta. La Nido EV è una citycar lunga meno di tre metri, a due posti, spinta da un elettromotore da 30 kW posizionato al retrotreno. Le batterie al nichel cloruro di sodio, che si ricaricano in otto ore e pesano 182 kg, sono poste sotto al pianale e dovrebbero garantire 140 km di autonomia. Ma il peso della vettura è comunque limitato (900 kg) perché la versione di serie adotterà un telaio in alluminio
FONTE:www.quattroruote.it






