
Grande banditismo o addirittura organizzazioni legate alla mafia: queste le due principali piste che stanno seguendo gli inquirenti lanciati sulle tracce dei ladri d’opere d’arte che hanno rubato cinque quadri al museo d’arte moderna di Parigi. Christophe Girard, assessore al Comune, ribadisce che le tele sono ovviamente “invendibili” visto che l’Interpol ha ricevuto in tempo reale le segnalazioni e i siti Internet di tutto il mondo sono stati invasi dalle immagini dei quadri di Modigliani, Picasso, Matisse, Leger e Braque spariti due notti fa. “Possono però fare gola al grande banditismo o ad organizzazioni mafiose che agiscono con motivazioni particolari”, ha aggiunto un po’ sibillinamente Girard, uno dei più stretti collaboratori del sindaco Bertrand Delanoe.
E’ d’accordo Art Loss Register, una società di Londra che recensisce le opere d’arte rubate: “a mente fredda, si può pensare che questi capolavori rubati servano come moneta di scambio su mercati paralleli, come quello della droga o delle armi”. Per bocca della sua rappresentante a Parigi, Aline le Visage, è poco credibile il furto commissionato da un collezionista: “é un sogno pensare che ci siano collezionisti con opere rubate nascoste in cantine oscure, con candelabri e specchi. Ciò che dà valore a una collezione è poterla mostrare. Il rischio, però, è che il ladro distrugga l’opera se viene preso dal panico di fronte alle stime stellari di queste ore”.
PARIGI, RUBATI 5 QUADRI TRA CUI UN MODIGLIANI – Cinque quadri di grandi pittori, fra i quali un Modigliani, sono stati rubati stanotte al Museo d’Arte moderna della Citta’ di Parigi, che sorge nel XVI arrondissement, al Trocadero. Le altre opere sono di Picasso, Matisse, Braque e Leger, per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Il quadro di Modigliani è ‘Donna con ventaglio’. Gli altri quadri sono ‘Le pigeon aux petits pois’ di Pablo Picasso, ‘La pastorale’ di Henri Matisse, ‘L’Olivier pres de l’Estaque’ di Georges Braque e ‘Natura morta con candelabri’ di Fernand Leger.
La dinamica del furto, cosi’ come emerge dalle prime indagini, ha dell’incredibile: gli inquirenti confermano infatti che a portare via i cinque capolavori e’ stato un ladro solitario, vestito di nero e certamente provvisto di grande audacia. Le telecamere di sorveglianza hanno filmato secondo per secondo lo straordinario furto, che certamente e’ avvenuto poco dopo la chiusura del Palais de Tokyo, l’edificio nel quale sorge il museo. Nelle immagini filmate si vede un solo uomo che – vestito di nero, con un passamontagna – si aggira indisturbato nei corridoi, fra quadri e statue, dopo essersi introdotto da una finestra. Come prima cosa, infatti, il ladro ha rotto un vetro non collegato al sistema d’allarme, poi ha segato l’inferriata, quindi ha tagliato un lucchetto con le pinze. Poi, sempre da solo, si e’ impadronito delle cinque tele tagliandole una ad una con il classico metodo del taglierino, usato con perizia e cautela. Le tele sono state poi arrotolate e infilate una ad una in un borsone di tela che il ladro aveva a tracolla. In breve, il museo e’ tornato nel silenzio e nell’oscurità senza che nessun allarme suonasse. Il furto e’ stato scoperto stamattina nel primo giro di ricognizione dei custodi.
RESPONSABILE MUSEO: ‘E’ UN FURTO STUPIDO’ – ”E’ stupido rubare quadri cosi’, si tratta di imbecilli e basta”: lo ha detto Pierre Cornette de Saint-Cyr, commissario delle esposizioni del Palais de Tokyo, l’edificio parigino destinato all’arte contemporanea in cui sorge il Museo d’Arte Moderna della Citta’ diParigi che ha subito il furto di stanotte. ”Con quadri del genere non ci si puo’ fare niente – ha detto Cornette de Saint-Cyr intervistato dalla tv LCI – tutti sono gia’ al corrente, i siti Internet sono gia’ pieni di notizie e immagini. Nessuno puo’ pensare di vendere questi quadri, per questo dico che e’ stupido rubarli. A meno che non si voglia fare un ricatto alle assicurazioni. Ma io sono convinto che li ritroveremo. Con quadri del genere e’ cosi’, e’ successo con L’Urlo di Munch”.
PRESIDENTE MUSEO: IL MODIGLIANI? UN SACRILEGIO – “Capisco che gli italiani siano sotto shock per questo furto. Modigliani è un autore sacro, gli idioti che lo hanno rubato non avevano nessun diritto di mettergli le mani addosso. E’ stato un sacrilegio, è grave quanto un sequestro di persona”. Parla così con l’ANSA il presidente del Palais de Tokyo e specialista d’arte moderna, Pierre Cornette de Saint-Cyr. La tela dell’artista italiano rubata questa notte ‘La donna con il ventaglio’, continua l’esperto, con la voce alterata dalla rabbia e dall’emozione, “é un quadro sublime, bello, sensuale. L’ho sempre guardato con affetto e rispetto. Modigliani – aggiunge – è un artista geniale. E quello che è successo è uno scandalo, l’opera di un idiota, di un incolto. Siamo di fronte alle due facce opposte dell’umanità, da una parte il genio, dall’altra l’imbecille”.
MUSEO A ITALIANI, ‘RITROVEREMO IL MODIGLIANI’ – “Gli italiani stiano tranquilli. Sono sicuro che il Modigliani, così come gli altri quadri, saranno trovati rapidamente. Il ladro è uno stupido, non sa che é impossibile rivendere quei quadri, sono troppi noti, le loro foto sono su tutti i siti”. Lo spiega all’ANSA Pierre Cornette de Saint-Cyr, presidente del Palais de Tokyo di Parigi, dove si trova anche il Museo d’arte moderna. “Ma i quadri corrono anche un grave pericolo – continua – che il ladro, cioé, per ignoranza e per timore di essere preso, li distrugga o li faccia a pezzi, come è successo già in passato con un Picasso. Ma è anche possibile – ipotizza – che venga chiesto un riscatto, esattamente come succede nei casi di sequestro di persona. Sono opere d’arte immense, non è il prezzo che conta, l’arte è sacra. Questo ladro è un terrorista”.
AUGIAS, LI RITROVERANNO – “Penso che li ritroveranno”: Corrado Augias è convinto che i cinque quadri rubati al Museo d’Arte Moderna di Parigi – ‘Donna con ventaglio’ di Modigliani, ‘Le pigeon aux petits pois’ di Picasso, ‘La pastorale’ di Matisse, ‘L’Olivier pres de l’Estaqué di Braque e ‘Natura morta con candelabri’ di Leger – verranno ritrovati: “In genere è così. Solo il povero bambinello dell’Ara Coeli è scomparso nel nulla”, dice il giornalista, conduttore e autore nel 1999 del libro “Modigliani, l’ultimo romantico” (Mondadori). Per Augias, “i sistemi di sicurezza per i capolavori non sono mai sufficienti, non solo in Italia ma anche in un Paese attento alla cultura come la Francia”. E aggiunge: “Condivido l’opinione del curatore della mostra: sono quadri invendibili. Chi li ha rubati forse l’ha fatto per ricattare il museo. Ammesso che il valore sia di 500 mila euro, è un affarone”. Ma avanza un’altra ipotesi: “Forse c’é un privato ricchissimo che li vuole rinchiudere in una stanza e non vuole farli vedere neanche al più fidato degli amici…”. Il furto è avvenuto in un museo francese, noi italiani ci possiamo consolare? “Mal comune mezzo gaudio”, risponde.
FONTE:www.ansa.it





