
Vorrei mangiare più sano ma non ci riesco: è questa l’affermazione che meglio descrive il rapporto con il cibo di quasi 4 italiani su 10. Sono i “frustrati” dell’alimentazione, ma accanto a loro ci sono anche i “drogati di pasta” che non riescono a rinunciare al primo piatto due volte al giorno, sette giorni su sette, e i “maniaci dello spuntino”, che per nulla al mondo rinunciano al piccolo pasto che si intrufola tra il pranzo e la cena. In ogni caso, siamo in pieno “politeismo alimentare”. Sono alcune delle evidenze che emergono dal primo rapporto Coldiretti-Censis sulle abitudini alimentari degli italiani.L’importanza di una sana e corretta alimentazione ormai è una consapevolezza diffusa e comune. Dal rapporto, spiega il presidente della Coldiretti Sergio Marini, “emerge un’importante segmentazione dei comportamenti con oltre un terzo degli italiani che riconosce il valore dell’alimentazione e si comporta di conseguenza”. Quasi il 33% degli italiani dichiara infatti di seguire una dieta sana perché l’alimentazione è tra i fattori importanti per la salute, in particolare tra gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%). Accanto a loro, però, c’è anche un 40% di persone che per stile di vita, tentazioni e stress, pur conoscendo l’importanza di un giusto modo di alimentarsi, non riesce a comportarsi correttamente (come abbiamo detto, sono i cosiddetti “frustrati”), ai quali si aggiunge un altro terzo che non è attento alla tavola per mancanza di conoscenza.Proprio per sensibilizzare queste sacche di popolazione che ancora non riesce o non sa come mangiare in modo sano, Coldiretti è impegnata nelle scuole, nelle piazze e nei mercati con il progetto “Educazione alla campagna” per far conoscere i principi della sana alimentazione. Ben quattro italiani su dieci, infatti, risultano sovrappeso o addirittura obesi (11%), con una netta prevalenza degli uomini rispetto alle donne, mentre le malattie collegate all’obesità sono responsabili del 7% dei costi sanitari dell’Unione Europea.Il terzo millennio, in ogni caso, è un’era di “politeismo alimentare”, che spinge a mangiare di tutto senza tabù, creando combinazioni soggettive di alimenti e anche di luoghi in cui fare la spesa.Insomma, “il modello alimentare prevalente è in realtà un patchwork di opzioni che possono anche apparire contraddittorie. Ad esempio: tra le persone che acquistano regolarmente prodotti Dop e Igp, quasi un terzo compra anche cibi precotti, surgelati e scatolame”, spiega il presidente del Censis Giuseppe De Rita. Due italiani su tre, poi, non rinunciano allo spuntino tra il pranzo e la cena oppure a metà mattina. Per la precisione il 62,3% degli italiani lo fa alla mattina, il 63,8% il pomeriggio e il 52,2 % sia alla mattina che al pomeriggio. Tra loro soprattutto le donne, i più giovani, i single, i residenti al Sud-isole. Si mangia un po’ di tutto: frutta, yogurt, cracker e, al mattino, anche cornetto, brioche e merendine.Analizzando quello che mettiamo nel piatto, la pasta resta una grande passione nazionale. Sono oltre 2 milioni i nostri connazionali che dichiarano di mangiala sempre, a pranzo e a cena, sette giorni su sette, mentre sono oltre 17 milioni i mangioni di pane. Ma accanto a loro ci sono anche 430mila italiani che dichiarano di non mangiare mai, né a pranzo né a cena, nei feriali o nel fine settimana. Sono invece 930mila quelli che non toccano mai pane. Inoltre, circa 1,2 milioni di persone non mangiano mai carne, oltre 3,1 milioni dichiarano di non mettere mai in tavola pesce, 370mila non mangiano verdura e, infine, oltre 1 milione non tocca la frutta, mentre il dolce non è mai presente nel piatto di 6,7 milioni di italiani. Infine, per quanto riguarda le bevande, 13,5 milioni di persone non bevono mai vino (a pranzo o a cena),19,2 milioni non beve birra e 19,3 milioni non consuma bevande gassate. Quanto alle principali fonti di informazione sugli alimenti oltre alla televisione, c’è il web (51,1%).
FONTE:www.tgcom.it






