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La lavagna interattiva multimediale (lim) sbarca all’universita’ degli studi di Modena e Reggio Emilia. Lim porta con se’ una rivoluzione nell’intendere il modo di fare didattica e apprendere e vivere le lezioni nelle aule universitarie, in grado di favorire una effettiva integrazione degli studenti con disabilita’.L’Universita’ degli studi di Modena e Reggio Emilia, prima fra gli atenei italiani, anche grazie al sostegno del Miur e dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni italiani) ha introdotto lo strumento delle lim a livello sperimentale nella didattica e oggi, dopo quasi un anno di pratica, tira le fila dell’esperienza e ne presenta i risultati, durante il convegno ‘Techeducation’ previsto ad Atene per fine maggio e dedicato agli strumenti pedagogici e tecnologici per la riforma del modo di fare didattica.Grazie all’impegno del delegato del rettore alla disabilita’ Elisabetta Genovese e del Servizio Accoglienza studenti disabili l’ateneo di Modena e Reggio Emilia ha acquistato 31 lavagne collocandole all’interno delle aule di undici facolta’ modenesi-reggiane, per una spesa complessiva di 180 mila euro, sostenuta dal Miur per 67 mila euro, dall’Anci per 75 mila euro e dall’ateneo per 38 mila euro.Gia’ utilizzate presso alcune scuole secondarie italiane, le lavagne interattive multimediali sono state introdotte nella vita dell’ateneo emiliano nel settembre 2009, nell’ottica di proporre uno strumento innovativo e cruciale per il miglioramento dei processi di apprendimento in particolare negli studenti con disabilita’ di vario tipo, motoria o sensoriale o legata a difficolta’ di apprendimento, grazie in particolare modo alla possibilita’ di fruire del formato digitale delle lezioni svolte e poterle rileggerle e addirittura riascoltare nel lavoro di studio autonomo.Addio quindi a gessi, lavagne, appunti volanti, le lim non portano vantaggi solo a studenti con disabilita’, ma sono utilissime per tutti poiche’ favoriscono l’interazione tra docente e ‘lavagna’ e permettono la realizzazione di una banca dati di tutte le lezioni svolte, che possono cosi’ essere messe a disposizione degli studenti per l’attivita’ di studio e a quelli con particolari esigenze (ospedalizzati, fuori sede, con necessita’ didattiche particolari).”Il numero degli studenti disabili e con disturbi specifici dell’apprendimento – ha dichiarato il delegato del rettore alla disabilita’ Elisabetta Genovese- e’ in continuo aumento (pari all’1% della popolazione studentesca universitaria) quindi occorre favorire il loro apprendimento mettendo a disposizione uno strumento innovativo in grado di sviluppare le singole potenzialita’. Grazie al progetto lim abbiamo potuto ridurre parte dei costi di tutorato avendo, in ogni modo, un miglioramento del servizio erogato allo studente. L’obiettivo principale e’ quello di portare lo studente disabile al conseguimento del titolo di studio nel tempo previsto dal suo curriculum e con la stessa preparazione dei laureati cosiddetti ‘normodotati’”.
“L’utilizzo delle lim -ha sottolineato- ha dimostrato di favorire il miglioramento della didattica e l’integrazione delle persone che necessitano di un supporto informatizzato delle lezioni. Si e’ inoltre rivelato uno strumento utile ad una maggiore inclusione dello studente disabile nel contesto universitario, in grado di implementare le sue possibilita’ didattiche senza sostituirsi al rapporto diretto con il docente e con tutte le figure di riferimento”. Parallelamente all’installazione delle lim nelle aule adibite alla didattica e’ stato avviato un corso di formazione rivolto ai docenti e al personale tecnico di tutte le facolta’ dell’ateneo al fine di garantire il corretto utilizzo delle lavagne stesse.

FONTE: http://www.adnkronos.com/

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