
A quanto pare aveva ragione Alonso: Montecarlo mischia le carte, confonde le idee, fa saltare i punti di riferimento, chi dominava prima non è detto che domini qui, chi domina qui non è detto che dominerà dopo. E così, al termine delle prove libere Alonso, Vettel, Hamilton e gli altri sono tutti lì, ammucchiati in una manciata di centesimi a cercare di indovinare che week end sarà.La Ferrari è sembrata andare bene sia in mattinata, quando con Alonso aveva fatto registrare il miglior tempi, unica delle 24 monoposto a scendere al di sotto dell’1’16”, sia nel pomeriggio quando sempre con Alonso ha confermato l’impressione – nelle prove libere si parla solo e sempre di impressioni – di essere in palla con entrambi i piloti: primo Alonso, 1’14”904 – unico della griglia sotto l’1’15” – quarto Massa con 1’15’120.
Il miglior tempo della giornata non deve però illudere troppo la Ferrari, perché Red Bull, McLaren e pure la Mercedes, come detto, sono davvero vicinissime – Rosberg (secondo tempo), Vettel (terzo), Schumacher (quinto), Kubica (sesto) ed Hamilton (settimo) sono tutti lì nel giro di tre decimi – e, si sa, da queste parti la situazione cambia in fretta, basta un’oscillazione meteo, un capriccio aerodinamico di qualche dettaglio che le posizioni si invertono.
Quello che però si può dire sin da ora è che l’esperimento Ferrari dell’F-Duct (il sistema copiato dalla McLaren che manda in stallo l’alettone posteriore con un movimento del corpo del pilota) è stato abbastanza sventurato. La Ferrari l’aveva montato a Barcellona e, nonostante il secondo posto, ha deciso immediatamente di smontarlo: dava sì velocità in rettilineo ma toglieva troppo carico aerodinamico nelle curve, oltre a essere complicato e pericoloso (il pilota lo azionava staccando una mano dal volante). E ieri, su una pista tutt’altro che veloce, si sono visti i risultati della scelta.
L’episodio F-Duct può essere letto da un punto di vista positivo e da uno negativo: quello positivo è una indiscutibile elasticità e capacità di reagire della casa di Maranello. Ritenuta interessante l’innovazione vista sulle McLaren gli uomini in Rosso sono riusciti a riprodurla in tempi rapidi, visto poi che non andava esattamente come sperato l’hanno smontata per perfezionarla e riproporla nei gran premi più veloci. Quello negativo è una sensazione come di “navigazione a vista” una tendenza all’approssimazione che, in questo caso, fortunatamente, non ha prodotto danni, a parte due mesi di lavoro e 750mila euro spesi appresso a un progetto che potrà essere utilizzato di qui alla fine dell’anno al massimo in cinque-sei Gp, prima di essere buttato (il prossimo anno sarà vietato).
FONTE:www.repubblica.it






