
Arriva un bollino di qualità, rilasciato dal Ministero della Salute, per quei ristoranti che proporranno menu dalle caratteristiche sane ed equilibrate. Lo annuncia all’ANSA il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine del convegno inaugurale del salone dell’alimentazione ‘Cibus’.”Per quanto riguarda la ristorazione classica, ovvero non quella delle grandi catene – spiega il ministro -, vorremmo fare un’intesa con i ristoratori e aprire quindi dei tavoli per proporre un’iniziativa, peraltro già attivata nella mensa del nostro ministero, che consente di avere dei menu a profili nutrizionali controllati, sia dal punto di vista del bilanciamento delle varie componenti, sia dal punto di vista calorico. A questi menu daremo una sorta di bollino di certicazione”. “Così – conclude il ministro – il cittadino, volendo, può scegliere menu gustosi sapendo che hanno un quadro calorico non eccessivo e che sono anche bilanciati. Pensiamo inoltre che questo potrebbe anche favorire di andare al ristorante ed è quindi in favore della ristorazione”.
SICUREZZA ALIMENTARE: FAZIO, UN TAVOLO SU SCUOLA FORMAZIONE – “Entro una o due settimane faremo un tavolo per rendere operativa la Scuola superiore di alta formazione per la sicurezza alimentare”. L’annuncia all’ANSA il ministro della Salute Ferruccio Fazio a margine del convegno inaugurale del Salone ‘Cibus’. “L’atto istitutivo della Scuola è stato già firmato – osserva il ministro – da parte del nostro ministero, quello dell’Università e Ricerca, dal sindaco di Parma e dall’Expo di Milano, si tratta ora di renderla operativa”. “Sarà una Scuola – spiega il ministro – di alta formazione per la sicurezza alimentare con sede qui a Parma e ha dato già la sua adesione il rettore dell’Università Cattolica e stanno dando la loro adesione altre Università”. “Dovremo trovare ora una sede e definire i corsi – conclude il ministro – per questa Scuola che renderà ancora più centrale il ruolo di Parma”.
AZIENDE CENTENARIE LE PIU’ ORIENTATE A EXPORT – Le oltre 150 aziende alimentari centenarie, da Barilla, Gancia, Negroni, Ponti – e tutte quelle dalla lunga tradizione familiare che popolano il panorama nazionale – sono fotemente orientate all’export, rivelando una propensione al commercio internazionale superiore di circa il 60% alla media nazionale.
Lo rivela la ricerca “100X100 Made in Italy” svolta da Federalimentare e presentata nella prima giornata del Salone ‘Cibus’ a Parma. Dall’indagine emerge che se nel 1980 l’incidenza dell’export di queste aziende centenarie sul proprio fatturato si attestava al 12%, più o meno come la media del settore, oggi questa incidenza si è estesa fino al 26%, a fronte del peso dell’export sul fatturato dell’industria alimentare nel suo complesso pari al 16,7%. Ciò significa che oggi le aziende centenarie esportano quasi il 60% in più rispetto a tutte le altre imprese del settore e che nel corso degli ultimi 30 anni hanno avuto una marcia e una determinazione in più riguardo i mercati internazionali. L’indagine mette anche in rilievo che 8 aziende su 10 (81,3%) guardano con ottimismo alla ripresa del settore. In particolare il 57,3% lo fa all’insegna di una “moderata fiducià, mentre il 24% con la certezza che la ripresa dell’economia è vicina. Solo il 5,3% delle aziende centenarie pensa al medio periodo con apprensione.
Sette aziende centenarie su 10 (68,4%), inoltre, ritengono che l incertezze dell’economia globale impattano in maniera tutto sommato positiva sul futuro dell’industria alimentare, “in quanto aprono mercati nuovi e permettono a chi sa osare di conquistare posizioni e quote di mercato”. Solo per 2 aziende su 10 (17,1%) le conseguenze della crisi incidono in maniera negativa perché “é sempre più difficile trovare mercati disposti a riconoscere il giusto prezzo alla qualità dei nostri prodotti”.
FONTE:www.ansa.it





