curiosità

Il Mahatma Gandhi era un uomo tormentato dal sesso e dal desiderio per le donne. Lo rivela un nuovo libro dello storico britannico Jad Adams che descrive nei dettagli la maniacale ossessione del leader dell’indipendenza indiana per la propria vita sessuale e le “prove” di astinenza a cui si sottoponeva, tra cui quella di dormire nudo a fianco di ragazze. Il libro ‘Gandhi: Naked Ambition’ è recensito oggi nelle pagine centrali del quotidiano indiano Mail Today dove compare anche un’intervista all’autore, noto per aver già esplorato la vita sessuale di personaggi famosi, tra cui lo scrittore Rudyard Kipling, considerato un misogino. L’argomento non è nuovo, ma è già stato trattato in molti saggi ed era già stato oggetto di scandalo durante gli ultimi anni di vita dell’apostolo per la pace ucciso nel 1948. Ma è la prima volta che questo controverso aspetto del “fachiro seminudo”, secondo la sprezzante definizione di Winston Churchill, è analizzato nell’intero arco della sua vita, dal matrimonio precoce a 13 anni con la quattordicenne Kasturba fino all’ultimo ritratto che lo raffigura sostenuto da due ragazze da lui definite “le stampelle della mia vecchiaia”. Ne emerge un ritratto sorprendente e inedito del Mahatma che va oltre l’iconografica immagine di protettore dei diritti degli oppressi e dei più deboli. Nei suoi scritti autobiografici si ritrova in modo costante il tema della castità e della difficoltà di sopprimere l’istinto sessuale nonostante la ferrea dieta vegetariana a base di verdura non cotta e frutta secca.

Il libro ricorda, in particolare, quando Gandhi all’età di 16 anni abbandonò il capezzale del padre malato per andare a soddisfare un “urgente bisogno sessuale” con la moglie. Quando tornò lo trovò morto e questo episodio “lo tormentò per tutta la vita” scrive il giornale. Nel 1906, quando era ancora in Sudafrica all’età di 36 anni decide di fare voto di castità (“brahmacharya”), ma erano già molti anni che aveva iniziato i suoi “esperimenti”, per esempio costringendo i ragazzi e le ragazze del suo “ashram” a fare la doccia insieme per metterli in tentazione e poi punirli personalmente se cedevano al “richiamo della natura”. Di ritorno in India, nella sua nuova casa-monastero nello stato settentrionale del Gujarat, adotta un regime di vita ancora più ascetico predicando che i rapporti sessuali non erano permessi neppure a scopo di procreazione. Il saggio elenca anche le “donne” della sua vita, che si innamorarono di lui, a partire dalla bengalese Saraladevi Choudurani, alla missionaria danese Esther Faering e la devota Mirabehn, figlia di un ammiraglio inglese. Nel 1936, quando la sua salute era diventata precaria a causa dei digiuni e privazioni, “adotta” due ragazze Abha e Sushila che lo assistono giorno e notte. E’ lui stesso a rivelare di entrare nel bagno dove Sushila si sta lavando, ma “di tenere gli occhi chiusi”. “Sorprendentemente Kasturba conosce le bizzarre abitudini del marito e le approva” scrive il quotidiano. Dopo la morte della moglie nel 1944, i test di autocontrollo diventano più radicali fino a chiedere a sua nipote adolescente, Manu, di dormire nuda insieme a lui. “Dobbiamo mettere alla prova la nostra purezza” le scrive in una lettera. E così fece insieme a lei e all’altra ragazza Abha fino all’ultimo giorno della sua vita.
FONTE:www.ansa.it

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