Si riaccendono i motori del Mondiale
// marzo 11th, 2010 // motori, sport // Postato da alessia

Lo schema è semplice: 4 squadre di vertice, 4 outsider, 4 a far numero. Un mese di test ha escluso sorprese: l’interpretazione del regolamento è chiara, il caso diffusori (quello che ha fatto vincere la Brawn) è stato metabolizzato, il kers è stato riposto in magazzino in attesa di tempi migliori. Venerdì in Bahrein, circuito di Sakhir, si accenderanno i motori per le prove libere. Il solito menù della Formula 1, con le qualifiche del sabato e la gara alle 14 italiane di domenica. Nel gruppo dei belli e bravi torna la Ferrari, dopo un anno drammatico (l’incidente a Felipe Massa) e orribile (qualche ultimo posto). Gli avversari: McLaren, Red Bull e Mercedes nell’ordine.
La Ferrari ha deciso nel luglio scorso di interrompere lo sviluppo della F60 per concentrarsi sul progetto 2010. Alle prime uscite i risultati sono stati incoraggianti soprattutto sul piano dell’affidabilità e del ritmo gara.
L’anno del riscatto
In quindici giornate effettive, la Rossa ha percorso 7353 chilometri, contro i 6323 della Mercedes, i 6088 della McLaren e i 4944 della Red Bull. Ha avuto un problema elettronico serio, che ha costretto i meccanici a smontare il motore, poi ha funzionato come un orologio. Le simulazioni di gran premio, con 240 litri di benzina alla partenza, hanno dato risultati migliori della concorrenza. C’è sempre un «ma»: la miglior prestazione assoluta, quella che vale la pole position, è stata di McLaren e Red Bull. La Ferrari è terza staccata di mezzo decimo, la Mercedes sesta (dopo Force India e Williams), però in Bahrein sfoggerà un nuovo diffusore. Partendo in seconda o terza fila, Alonso e Massa rischiano di non poter esprimere tutto il potenziale della vettura. Da Maranello arrivano messaggi tranquillizzanti: «Abbiamo dimezzato un distacco che a fine 2009 era di un secondo. Lo sviluppo della F10 sarà continuo». La concorrenza interna sembra il problema minore: nel recente passato (2007 e 2008) Massa e Raikkonen si sono messi al servizio della squadra. Con Alonso i patti sono chiari. L’unico rischio è l’eccesso di agonismo nelle prime gare, in attesa che sia la classifica a stabilire le gerarchie. Un’incognita per tutti è il caldo: l’asfalto di Sakhir sarà fino a 20 gradi più caldo rispetto a Valencia, Jerez e Barcellona, dove si sono svolti i test. Che succederà? Una sorpresa, visto che le gomme 2010 sono nuove per mescola, costruzione e dimensione.
Schumi & C.
L’effetto Schumacher ha ricaricato un ambiente depresso e litigioso. Il ritorno del kaiser porterà pubblico e audience. Più soldi per tutti, elisir magico per ottenere la pace. Se poi il vecchio campione, 41 anni (gli ultimi tre trascorsi a giocare con moto e kart), abbia ancora i numeri del fenomeno lo scopriremo domenica. Fitta la concorrenza: innanzitutto la McLaren, nazionale britannica dei motori. Rivale storica del Cavallino, schiera gli ultimi due vincitori, Jenson Button e Lewis Hamilton, e negli ultimi test ha firmato il miglior tempo. La Red Bull ha confermato Sebastian Vettel e Mark Webber, si è presentata in ritardo rispetto alle altre, ma è andata subito forte. La Mercedes è un punto interrogativo: per ora è l’ultima delle squadre migliori. Schumi stesso ha scelto il basso profilo («dateci tempo»), però gli avversari non si fidano. Da seguire la sfida interna tra tedeschi, con un Nico Rosberg che per ora ha fatto meglio.
I riempipista
Se Williams, Force India, Sauber e Toro Rosso possono regalare qualche risultato a sorpresa, il resto del gruppo è imbarazzante. La Renault ha soltanto il nome della casa francese, che ha ceduto le quote di maggioranza della scuderia. La Lotus (altro nome storico con pochi contenuti) e la Virgin (che ha fatto a meno della galleria del vento) vanno tenute d’occhio solo per la scommessa fatta dai rispettivi patron, Tony Fernandes e Richard Branson: chi perderà farà per un giorno la hostess nella compagnia aerea del rivale. Infine la Hispania, che percorrerà il primo chilometro venerdì in Bahrein. Al volante Bruno Senna, nipote del mito Ayrton.
FONTE:www.lastampa.it
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