L ‘obesita’ adulta e infantile si puo’ battere con una cultura della sana alimentazione: calorie ed indice glicemico, stile di vita e movimento, tutte importanti materie come una nutrizione avanzata ma quel che registra e’ una scarsa cultura di una sana alimentazione. E’ il messaggio emerso dal ‘Congresso Science in Nutrition’, il summit che a Roma riunisce fino a domani piu’ di quattrocento esperti di tutto il mondo. Da una parte la scienza italiana con eminenze dell’Universita’ di Milano, Bruno Berra ed Enrico Arcelli, di Bologna, Silvana Hrelia e Siena, Giancarlo Carli, dall’altra la scienza mondiale, proveniente dagli Stati Uniti, Cara Ebbeling, Barry Sears e David Layman; dal Canada, David Jenkins, e ancora dal Giappone, Tomohito Hamazaki e dall’India, Sersh Rattan. “La scienza nutrizionale deve stare unita e non dividersi su una dieta o l’altra ma – ha spiegato il neuroscienziato, Giovanni Scapagnini – deve continuare a confrontarsi e ricercare, per promuovere messaggi corretti, per fare crescere la nutrizione avanzata, anche la nutragenomica, per rafforzare e spronare le istituzioni e la classe medica presente, nonche’ le famiglie perche’ i bambini, gli adolescenti e poi gli adulti del futuro, invertano la preoccupante tendenza che caratterizza questo secolo dell’obesita’”. E per correre ai ripari la dietologia propone alcune soluzioni. “Innanzitutto adesso abbiamo gli strumenti scientifici per dare una risposta seria – ha quindi sostenuto Arcelli del Dipartimento di scienza dello sport, nutrizione e salute dell’Universita’ di Milano – sia sulla causa sia sui possibili rimedi. Ci vuole un impegno maggiore soprattutto nell’informazione: il progresso scientifico non e’ facile da comunicare. Non esiste una formula o una medicina, ma la conoscenza e’ una chiave importante per rendere efficace una battaglia che deve coinvolgere tutti”. Per quel che riguarda il movimento, e’ importante “fare attivita’ fisica almeno due ore e mezzo alla settimana – ha aggiunto Arcelli che e’ pure medico sportivo – questa e’ la quantita’ minima, non di certo quella ideale, ma basterebbe questo per ridurre di un quarto il rischio di infarto e delle malattie cardiocircolatorie. Nessun farmaco e’ cosi’ efficace”. Infine, l’alimentazione. Per tutti occorre scegliere l’equilibrio fra i vari nutrimenti; aumentare il consumo di verdura, meglio quella colorata, di certo non le patate, e scegliere tanta frutta di stagione e l’olio di extra vergine d’oliva. Per le proteine, che sono molto importanti, e’ meglio prediligere quelle magre, come pesce, poi pollame e formaggi magri, prosciutto sgrassato e bresaola.
FONTE:www.agi.it




