alimentazione

Stare attenti a tavola fa bene, non c’è dubbio. Lo conferma una ricerca israeliana dell’Università Ben Gurion pubblicata sulla rivista Circulation, secondo cui tre differenti tipi di dieta, una con pochi grassi, una con pochi carboidrati e quella Mediterranea avrebbero un effetto benefico simile nei confronti delle nostre arterie.Dopo aver analizzato 140 persone per due anni, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che i tre regimi alimentari scelti dai volontari avevano prodotto una riduzione del volume delle pareti dell’arteria carotidea del 5 per cento in media, il che si traduce in una minor presenza di grassi.Uno dei ricercatori, Iris Shai, ha dichiarato: “è molto interessante che tre diete molto diverse diano lo stesso risultato. Probabilmente questo è dovuto al fatto che tutte e tre le diete abbassano la pressione sanguigna. Lo studio ha dimostrato comunque che si possono ridurre le placche delle arterie anche senza pillole”.In ogni caso, la dieta mediterranea ha dimostrato negli anni di possedere moltissimi vantaggi in termini di salute, ricchezza e completezza di principi nutritivi essenziali per l’organismo, capacità di prevenire malattie anche molto gravi.Una ricerca dell’Università di Firenze afferma con sicurezza che la dieta mediterranea allunga la vita, proteggendoci contro il cancro, le malattie cardiovascolari e altre gravi patologie croniche. Gli studiosi toscani sono giunti alle loro conclusioni analizzando 12 ricerche scientifiche internazionali, che hanno complessivamente coinvolto di 1,5 milioni di persone, le cui abitudini alimentari e condizioni di salute sono stati tenuti sotto controllo per periodi variabili dai tre ai 18 anni.Il team italiano ha scoperto che nelle persone che aderiscono in maniera rigorosa alla dieta mediterranea il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari si riduce del 9%, quello di incidenza di Parkinson e Alzheimer cala del 13% e quello di mortalità per cancro del 6%. Come metodo di rilevamento, i medici fiorentini hanno utilizzato un “punteggio di aderenza”, tanto più alto quanto più le persone esaminate erano fedeli al regime alimentare loro assegnato.
“I risultati sembrano essere clinicamente rilevanti per la salute pubblica, in particolare perché incoraggiano a seguire la dieta mediterranea per prevenire le maggiori patologie croniche”, hanno scritto Francesco Sofi, nutrizionista, e i suoi colleghi dell’Università di Firenze nello studio pubblicato sul “British Medical Journal”. “Il punteggio di aderenza potrebbe essere un effettivo strumento di prevenzione per ridurre il rischio di mortalità”, hanno aggiunto i ricercatori.
Nonostante tutti questi benefici apportati da un’alimentazione ricca di pane, pasta, frutta, verdura e olio extravergine, gli italiani seguono sempre meno il salutare regime alimentare nostrano, come rileva un’indagine della Coldiretti: “pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea”, recita una nota della Coldiretti. “Ma il futuro è preoccupante, con un terzo dei ragazzi italiani obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. Secondo un recente studio della Fao, negli ultimi 45 anni la dieta mediterranea è stata abbandonata, e dal 1962 al 2002, in 15 paesi europei esaminati, l’apporto calorico giornaliero è aumentato del 20% circa, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. In Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta tale percentuale è ancora più alta, e sfiora il 30%”.
FONTE:www.italiasalute.it

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