
Guido Bertolaso esprime la sua soddisfazione per le operazioni che in mattinata hanno permesso di arginare i danni della massa di petrolio riversata nel Lambro e che ha raggiunto il Po. «La notizia fondamentale è che la massa oleosa di fatto l’abbiamo fermata a Isola Serafini e adesso ci sono gli skimmer che stanno recuperando la massa a monte della barriera della diga dell’Enel». Lo ha sottolineato il capo della Protezione Civile parlando con i giornalisti a Piacenza: «Credo che al massimo – ha aggiunto – sia sfuggito da questa barriera tra il 5 e il 10 per cento della massa complessiva, quindi questo è un dato molto significativo»Bertolaso ha annunciato che «a valle di Isola Serafini, tra la provincia di Mantova e quella di Rovigo, saranno realizzate altre due barriere con delle navi anti-inquinamento in grado di recuperare quel 5/10% che è sfuggito. Il lavoro si sta portando avanti attraverso una cabina di regia, stiamo monitorando tutta la situazione. Oggi pomeriggio sarò a Milano dove, su richiesta delle autorità locali, farò una riunione con la regione per predisporre un piano di bonifica di tutta la zona del Lambro interessata dal problema».Su possibili timori per l’acquedotto di Ferrara, Bertolaso ha risposto che «proprio in questo momento si sta tenendo una riunione in Prefettura a Ferrara con tutte le autorità locali. Così come lungo tutti i capoluoghi di provincia che da Piacenza arrivano fino alla foce del fiume, ogni prefettura, ogni provincia, ogni realtà locale sta lavorando a quelli che possono essere i possibili problemi».Il capo della Protezione Civile ha inoltre risposto alle domande su possibili inquinamenti di falde acquifere «Al momento non risulta» ha risposto. E continua: «Le Arpa di Emilia, Lombardia e Veneto tengono la situazione sotto controllo facendo continue analisi delle acque. Mi riferiranno, ma finora non ho avuto segnali allarmanti e questa è un’altra buona notizia».Bertolaso ha pure reso noto che sono stati individuati siti di stoccaggio del materiale inquinante. «Ne abbiamo individuati alcuni ieri sera – a Ravenna, Cremona e Piacenza – e questo ci ha consentito durante la notte e questa mattina di portare via quello che è stato aspirato».Quanto al danno subito dall’ecosistema fluviale, il sottosegretario ha sottolineato che questo «avrà avuto sicuramente qualche problema, soprattutto lungo il Lambro, sul Po è interessata soprattutto l’area di Piacenza. Ho detto fin da ieri che le autorità piacentine sono quelle che si sono sobbarcate il peso maggiore di questa situazione, ma è ovvio che poi si farà tutta quella bonifica che serve per scongiurare più gravi conseguenze. Per quello che riguarda il Delta, dove c’è l’ecosistema più delicato, al momento siamo tranquilli in virtù di tutto quello che è stato predisposto a monte».
FONTE:www.lastampa.it





