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Donne ‘single’ tra i 25 ed i 35 anni e supericchi uomini d’ affari sono i principali clienti dei “consulenti dell’ amore”, un nuovo mestiere nato negli anni scorso nella Cina del miracolo economico.”Secondo le statistiche – spiega Tian Fanjiang, 36 anni, fondatore del sito web per single “Baihe.com” – in Cina i maschi sono trenta milioni più delle femmine. Quindi sembrerebbe che sia più facile trovare un partner per una donna che per un uomo, ma nelle grandi città le cose non stanno così. Per le donne che hanno importanti titoli di studio e che lavorano trovare un marito è difficile per molte ragioni: prima di tutto, i cambiamenti sociali. I giovani, e soprattutto le giovani donne, vengono nelle città che per loro sono nuove e dove non possono contare sulla rete sociale delle loro famiglie”. Prima del boom in Cina, erano i genitori a trovare per i loro figli le mogli o i mariti. Ora che sono libere di scegliersi un partner, sembra che le donne cinesi abbiano serie difficoltà.”In secondo luogo – prosegue Tian – si lavora molto, il mercato è estremamente competitivo…spesso si rientra a casa sfiniti, la sera tardi, e la voglia di avere una vita sociale lascia il posto alla stanchezza. Inoltre sono aumentate le aspettative sul matrimonio. Oggi, le persone che sono in età da matrimonio sono cresciute in un bombardamento di storie romantiche, soprattutto a causa dei film e della tv, e sognano delle relazioni come quelle che hanno visto sullo schermo. Le ragazze cercano un marito perfetto, che naturalmente é molto difficile da trovare”. Tian, immigrato con la sua famiglia dalla provincia costiera dello Shandong, racconta di aver avuto l’ idea di creare Baihe.com osservando i suoi amici.”Li guardavo, pensavo che erano persone interessanti e con delle buone posizioni lavorative, eppure non riuscivano a sviluppare una relazione sentimentale…anche mia sorella minore, che era venuta a Pechino con me, ha avuto molte difficoltà a trovare un fidanzato”. Il giovane immigrato ha allora lasciato il suo lavoro (in una società di informatica) ed è partito per la sua avventura: cinque anni dopo, Baihe occupa un intero piano in grattacielo nel centro della capitale e i suoi affari vanno a gonfie vele. Il sito web ha venti milioni di utenti registrati. Per loro l’ accesso è gratis e possono parlarsi, decidere di incontrarsi, ed eventualmente di sposarsi. Per quelli che non ce la fanno, Baihe.com ha due proposte: il cosiddetto ‘servizio Vip”, online, attraverso il quale possono chiedere consigli e/o ricerche approfondite di un partner ai “consulenti dell’ amore” della compagnia (al costo di 50 dollari per sei mesi di assistenza); e il servizio “super-Vip” per il quale, pagando circa mille dollari all’ anno, si può avere dal vivo la consulenza di uno degli “esperti” di Baihe, che seguirà passo passo il o la cliente nella sua ricerca del partner. “Cerchiamo di far capire loro che la perfezione non esiste – racconta Emily Chen, una delle consulenti del sito-web – che non possono crearsi un’ immagine ideale del partner e poi cercare colui o colei che gli corrisponde, ma che devono intraprendere delle vere relazioni, con delle persone in carne ed ossa…”.Come gli altri “consulenti”, Emily ha fatto un corso di tre mesi per ottenere il certificato statale che la qualifica per il suo lavoro ma, precisa, “abbiamo quasi tutti studiato psicologia o sociologia”. C’ è solo una sezione dei clienti di Baihe.com che è composta quasi interamente da maschi: quella dei supericchi, che temono che le donne li avvicinino solo per i loro soldi e che dopo pochi anni chiedano il divorzio che, dice Tian, “si sentono soli e non sanno di chi fidarsi”. Questi clienti non badano a spese e alcuni di loro sono arrivati a spendere centinaia di migliaia di dollari nella ricerca del partner ideale. Per loro, sostiene Tian, il successo è del cento per cento. Meno clamorosi ma comunque buoni, sempre stando a Tian, i risultati per i Vip “semplici” che comunque trovano il “vero amore” nel 50 per cento dei casi.
FONTE:www.ansa.it

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