
Insieme giurano che nessuno dei due «ha avuto, per primo, l’idea». A dimostrazione del fatto che lo smog non è né di destra né di sinistra, per una volta Chiamparino e Moratti, sindaci di Torino e Milano, hanno pensato all’unisono: «Qui l’emergenza picchia duro, bisogna rispondere con un blocco dei motori che sia il più esteso possibile».La risposta, a quel punto, è venuta da sè: stop alle auto di tutta la Pianura Padana. Quarantacinquemila chilometri quadrati di motori con il bavaglio in grado di bloccare le auto di 19 milioni di persone. Il più grande provvedimento ecologico della storia del dopoguerra andrà in scena nel Nord Italia domenica 28 febbraio. Lo annunceranno, insieme, domani, i suoi ideatori, Chiamparino e Moratti, riuniti a Milano, insieme con tutti i colleghi sindaci giunti a Palazzo Marino per cercare soluzioni comuni all’emergenza inquinamento. Secondo un primo sondaggio realizzato dall’assessorato all’Ambiente di Torino già il 60 per cento degli uomini con fascia tricolore si è detto d’accordo sul maxi-blocco.Misura straordinaria per cercare di combattere un Pm 10 tentacolare che già in questi primi giorni dell’anno ha sistemato Milano e Torino addirittura fuori legge. Come si sa infatti la normativa europea stabilisce un tetto di polvere sottile di 50 microgrammi al metro cubo. Se si oltrepassa questa soglia per più di 35 giorni l’anno può intervenire la Procura. «Forse per la prima volta – ha commentato ieri il sindaco di Milano Letizia Moratti – le città si mettono assieme per una collaborazione su questo tema così cruciale». L’iniziativa di domani è nata da un appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, giorni nei quali l’inquinamento aveva raggiunto un livello da codice rosso. E proprio con il sindaco di Torino e il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, Letizia Moratti da giorni si sta lavorando alla stesura del protocollo che prevede appunto una domenica di blocco totale delle auto nella pianura Padana. L’appuntamento di domani ha obiettivi simili a quelli che si era posto a suo tempo il Covenant of Mayors, il network di sindaci dell’Unione Europea che negli anni scorsi si prefissò l’obiettivo di ridurre entro il 2020 le emissioni di Co2, partendo dalle azioni delle amministrazioni locali. Nel Nord Italia il problema più ora è dato dalle polveri sottili: «Il tasso di Pm 10 che si respira nelle nostre città – hanno commentato ieri da Legambiente – dovrebbero far riflettere sul tema della mobilità urbana. Non è una novità che tutti gli investimenti, locali e nazionali abbiano finora privilegiato il trasporto su gomma a danno delle forme di mobilità alternative. Nello specifico, dal 2002 al 2009 i finanziamenti statali della Legge obiettivo hanno riguardato per il 67% circa strade e autostrade. Scegliere come priorità d’investimento il trasporto cittadino vuol dire risolvere, quindi, non solo il problema dello smog nei centri urbani, ma anche migliorare la qualità della vita in città».Il vero Mi-To, dunque, oggi si chiama smog. Altro che megalopoli della cultura, alleanza tra i politecnici, la fusione (flop) tra le aziende di trasporto pubblico e l’alta velocità: la vera integrazione tra le due capitali del Nord Ovest oggi si fonda sulle centraline impazzite e le «mamme anti-smog» che aprono una finestra su Facebook per fare respirare almeno le loro eco-idee. L’idea da cui è nato questo vertice antismog fra Milano e Torino è semplice: rimuovere le divisioni politiche e i campanilismi per cercare di arginare l’emergenza. Secondo Ivo Allegrini, direttore dell’Istituto per l’inquinamento atmosferico del Cnr, la strada è quella giusta: «Finora la gestione del problema smog è stata delegata ai singoli comuni, o alle province, come se fermare le auto a Milano lasciandole circolare a Bergamo potesse servire. Le politiche meteo-climatiche, invece, vanno affrontate sempre su vasta scala, altrimenti sono inutili». Più vasta scala di così.
FONTE:www.lastampa.it






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[...] Il 28 febbraio l’Italia del Nord ferma le auto Insieme giurano che nessuno dei due «ha avuto, per primo, l’idea». A dimostrazione del fatto che lo smog non è né di destra né di sinistra, per una volta Chiamparino e Moratti, sindaci di Torino e Milano, hanno pensato all’unisono: «Qui l’emergenza picchia duro, bisogna rispondere con un blocco dei motori che sia il più esteso possibile». blog: nb Modena | leggi l'articolo [...]