Trattativa Gates-Murdoch

// novembre 24th, 2009 // Hi Tech // Postato da alessia

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Eccola dunque l’arma fine di mondo che Rupert Murdoch avrebbe scagliato contro Google: un alleato di nome Microsoft. La prima guerra delle notizie è ormai sempre più globale come si conviene al mondo interconnesso per definizione. L’editore più grande del pianeta, il proprietario di un impero d’informazione su cui non tramonta mai il sole, dal Wall Street Journal al Times, starebbe chiudendo un accordo per affidare i suoi contenuti al motore di ricerca Bing, il rivale del colosso Google, che è appena un neonato, sì, ma partorito nell’onnipotente famiglia di Bill Gates. Murdoch l’aveva detto: potremmo anche andarcene da Google News, perché dovremmo regalargli gli articoli dei nostri giornali? Basta Internet gratis, non per niente il gruppo sta lentamente convergendo verso un sistema a pagamento anche sul web. Il gigante di Mountain View non aveva fatto una piega: ciascuno è libero di lasciare o meno che il motore di ricerca peschi nel suo mare, chi vuole se ne vada. Ora il nuovo colpo di scena cambia prospettiva: i giornali di Murdoch restano in rete ma passano alla concorrenza, che per ospitarli paga. Chi ci guadagna? L’accordo è ancora un’ipotesi e già gli esperti si dividono.Google possiede il 65,5 per cento del mercato nelle ricerche negli Usa, Bing (nato nel giugno di quest’anno) appena il 9,9. Il Financial Times, che ieri ha rivelato la trattativa – già ipotizzata nei giorni scorsi da Jack Shafer su Slate – dice citando un anonimo web publisher che è soprattutto Microsoft che sta cercando di erodere il mercato di Google, tant’è che Steve Ballmer avrebbe già contattato altri editori, portafoglio in mano. Ma c’è chi sostiene invece che sia lo stesso Murdoch a cercare alleati da portarsi dietro sulla nuova piattaforma: bissando la mossa che la scorsa estate ha portato Jon Miller, capo della divisione digitale, a saggiare l’interesse al progetto “rete a pagamento” di altri editori, dal New York Times al Washington Times passando per Hearst.Anche chi profetizzava un calo dei cliccaggi con l’addio a Google è servito. Malgrado Matt Brittin, direttore della sezione inglese del motore di ricerca, metta le mani avanti, dicendo che per lo stesso colosso “i contenuti dei giornali non sono una parte importante del fatturato”, l’accordo con Microsoft farà entrare nelle casse di Murdoch una cifra sicuramente superiore a quella innescata dalle visite importate da Google. E i lettori? Qui il dibattito è più che aperto. Alex Salkever, l’esperto di editoria e internet di Aol, giura che la svolta si tradurrà in un affare per i giornali, e quindi per i lettori. Ma non è detto che la divisione della ricerca tra due grandi motori, Google e Bing, per i consumatori sia un vantaggio. Anzi. La guerra delle ricerche no, questa non converrebbe a nessuno, dice Ian Paul di PcWorld, perché rilancerebbe soltanto quei megamotori come Dogpile o Gajeebo, ancora poco conosciuti ma capaci di trasformarsi in una miniera d’oro proprio perché intercettano le ricerche di Google, Bing, Ask. com e tanti altri.La mossa insomma sembra solo la prima di una partita ancora lunga. Che con l’ingresso di un gigante come Microsoft si arricchisce di un protagonista in più. Per Ballmer, l’erede di Bill Gates, quella del motore di ricerca è una sfida che non ha nessuna intenzione di perdere: “La cosa più importante è avere un punto di vista, cercare di essere unico, cercare di aggiungere valore e cercare di fare soldi”. Il valore aggiunto, con News corp, arriva di certo. Fare soldi con le notizie su Internet, beh, quello l’ha detto lo stesso Murdoch: “La ricetta non l’ha trovata ancora nessuno”.
FONTE: www.repubblica.it

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