
Patatine fritte e pasticcini sono capaci di “drogare” il cervello come se fossero cocaina o alcol, soprattutto se vengono consumati a intermittenza, ad esempio se periodi di abbuffate selvagge si alternano a periodi di privazione, magari perché ci siamo messi a dieta per buttare giù qualche chilo di peso. Questo sarebbe anche il motivo per cui, al termine del regime, quando si riprende a mangiare normalmente, al primo peccato di gola si finisce per recuperare tutto quello che si era faticosamente perso. Purtroppo non esiste ancora una soluzione al problema: il fatto di conoscere questo meccanismo, però, può aiutarci a “tener duro” e ad affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà.Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani e americani, la ragione del deleterio su e giù del peso, il cosiddetto “effetto yoyo”,il consumo intermittente di cibi ricchi di grassi e zuccheri induce modificazioni nel cervello comparabili a quelle osservate nel caso di una dipendenza da sostanze stupefacenti. La scoperta contribuisce a spiegare perché è così difficile rinunciare a certi cibi quando ci si deve mettere a dieta e perché siamo così portati, non appena possiamo allentare la sorveglianza a regime concluso, a ricadere in abbuffate o in disordini alimentari.
FONTE: www.tgcom






